Geoffroy Mathieu

L’Or des ruines

 

Attraverso l’esplorazione di un modo di sussistenza alternativo nella zona periurbana, L’Or des ruines segue raccoglitori e raccoglitrici alla ricerca di prodotti naturali ai margini delle aree coltivate o all’interno di spazi incolti.
Che abbia origine dalla precarietà o dal desiderio di avere un rapporto più diretto con la natura, la pratica della raccolta, per quanto marginale, rappresenta per Geoffroy Mathieu l’occasione di un’indagine antropologica, che amplia il lavoro di Anna Lowenhaupt Tsing sul matsutake, un fungo che cresce “sulle rovine del capitalismo”. Qui, more, ciliegie, funghi, erbe aromatiche come l’alliaria o medicinali come l’artemisia fanno parte dei gioiosi ritrovamenti di una raccolta solitaria, in gruppo o con la famiglia.

 

Attraverso le sue immagini, Geoffroy Mathieu disegna i ritratti in movimento di questi “glaneurs et glaneuses”, per riprendere un titolo di Agnès Varda. Il complesso mostra tutta una varietà di piante e saperi legati alla raccolta: Sina raccoglie la silene bianca a Villiers-le-Bel, Emmanuelle l’erba di San Giovanni a Bondy, mentre una famiglia cinese sa valorizzare la borsa di pastore e Jying e Yuannyan riconoscono l’aglio selvatico a Orsay.
Gradualmente, le immagini costruiscono un racconto che segue il cammino ai bordi di un campo, lungo una staccionata poco curata, nei pressi di una strada principale o tra le rotaie del treno.
Quello che emerge è un popolo eterogeneo di persone, pronto ad attraversare ancora una volta lo spazio urbanizzato e naturale, motivato da uno scopo che ridistribuisce i punti di interesse e offre una visione alternativa dei mezzi di sussistenza, in margini generosi.

 

Ascolta le parole dell’artista

 

Geoffroy Mathieu, nato nel 1972, diplomato all’École nationale supérieure de la photographie di Arles, vive e lavora a Marsiglia.

 

I suoi lavori interrogano il modo in cui le tematiche ambientali e politiche si concretizzano nel paesaggio. Attraverso protocolli di percorso o immersione, da solo, nell’ambito di mostre collettive o in coppia, documenta territori in mutamento, le aree intermedie, e rivela le resistenze poetiche negli usi dei luoghi.

 

Nel suo tentativo di comprendere i modi dell’abitare nel mondo, orienta oggi le sue ricerche verso la rappresentazione di esperienze umane o animali che modificano i nostri rapporti con le forme viventi. Che derivino da commissioni di enti locali o istituzioni, residenze o iniziative personali, le sue serie sono gestite come indagini poetiche. Gli incontri con il reale da cui scaturiscono le immagini vengono messi in relazione con una preparazione documentaria rigorosa che li arricchisce. Sfruttando la mobilità della fotografia, documento e finzione al tempo stesso, crea così narrazioni inserite nell’ambiente.

 

Mostra i suoi lavori sotto forma di libri (Éditions Actes Sud, Poursuite, Filigranes, Zoème, Wildproject), mostre personali o collettive o, più di recente, con l’uso della performance. I suoi lavori fanno parte di collezioni pubbliche (BNF, CNAP, FRAC Paca, FCAC Marseille).

30/04 DOMENICA

H 12

Chiostri di San Pietro | Laboratorio Aperto

INCONTRA L’ARTISTA

GEOFFROY MATHIEU
SAMUEL GRATACAP
Modera LUCE LEBART

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia Sa Pietro, 44/c
Reggio Emilia

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Orari

28 aprile 2023 - 11 giugno 2023
giornate inaugurali
28 aprile › 19-23
29 aprile › 10-23
30 aprile › 10-23
1 maggio › 10-20


dal 3 maggio all'11 giugno
mercoledì, giovedì › 10-13/15-19
venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-20

Categoria
Chiostri di San Pietro