Sistema Festival Fotografia: i vincitori della open call

Ecco i vincitori della open call RESET. Sistema Festival Fotografia racconta la società contemporanea, ideata da Sistema Festival Fotografia, indetta nell’ambito dell’avviso pubblico “Strategia Fotografia 2020”, promosso e sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea (DGCC) del Ministero della Cultura (MiC).

Per la categoria Call for Pictures, la giuria ha premiato tre progetti:

FRANCESCO ANDREOLI, (UN)VAXXED (miglior portfolio under 30)

Uno spaccato della realtà italiana sul tema delle vaccinazioni, senza dividere la questione in due fazioni contrapposte (Novax e Sìvax), ma bensì cercando di approfondire le diverse sfumature di verità che ruotano attorno ad essa. Questa foto inchiesta, iniziata a dicembre del 2019, ha portato l’autore a contatto con ricercatori, scienziati, aziende, sportivi, famiglie, bambini, registi, avvocati, militari e tantissime altre persone da varie parti d’Italia, di ogni età ed estrazione sociale, perché di fatto i vaccini riguardano tutti noi e la nostra salute.

La giuria lo ha premiato “per aver svolto un’indagine fotografica approfondita sulle conseguenze psicologiche e comportamentali generate della pandemia Covid – 19, senza mai esprimere giudizi definitivi e superficiali. Per aver saputo mettere in evidenza, con delicatezza espressiva, paure e pregiudizi nei confronti dell’impiego dei vaccini. Per la qualità della ricerca storica e antropologica necessaria a contestualizzare l’argomento”.

 

Jean Marc Caimi e Valentina Piccinni, QUESTA TERRA È LA MIA TERRA

Un reportage sulla diffusione nella penisola salentina del virus della Xylella Fastidiosa, un patogeno batterico che causa la sindrome del disseccamento rapido dell’olivo. I due hanno seguito la vicenda dal 2016, quando l’epidemia era appena scoppiata, fino alla creazione di un “super albero” immune alla Xylella, che esclude la soluzione di un reimpianto di massa di olivi globalizzati che porterebbe alla cancellazione di tutte le specificità locali e della biodiversità.

La giuria li ha premiati “per aver dato vita a un racconto fotografico di forte impatto emotivo senza mai rinunciare al dialogo tra etica ed estetica. Per aver saputo sviluppare una tematica complessa attraverso una potenza espressiva costruita sul confronto, la testimonianza, la documentazione e la creatività. Per aver saputo mettere in risalto le cause di un dramma ambientale, prestando attenzione ai sentimenti dell’umanità”.

 

Mattia Marzorati, La terra dei buchi

Un reportage sulla provincia di Brescia, che concentra un numero incredibilmente alto di criticità ambientali nel suo territorio e rappresenta un caso significativo per comprendere come gli attuali modelli di sviluppo siano assolutamente insostenibili e distruttivi per l’ambiente e le persone.
Negli ultimi cento anni la città di Brescia e la sua provincia hanno vissuto un’eccezionale trasformazione e un conseguente sviluppo economico grazie soprattutto ai settori metalmeccanico ed estrattivo dalle cui cave di ghiaia, sabbia e marmo deriva il nome di “terra dei buchi”. La presenza di questi enormi buchi pronti per essere riempiti ha dato il via al business dei rifiuti negli anni ‘80.

La giuria lo ha premiato “per aver costruito una narrazione dinamica ed esteticamente impattante su un argomento di forte attualità. Le vicende che riguardano gli ultimi cento anni della città di Brescia e della sua provincia sono l’occasione per dare vita a una raccolta di memorie che ci aiuta a comprendere le contraddizioni di un luogo che oggi deve fare i conti con disastrose conseguenze per il territorio e per i suoi abitanti e a riflettere sull’insostenibilità degli attuali modelli di sviluppo”.

 

Per la categoria Call for Papers:

Benedetta Donato, Lo sguardo lungimirante

Per l’essere umano la lungimiranza si identifica come l’attitudine di individuare i possibili sviluppi di una determinata situazione, per prevenirne o sfruttarne le conseguenze.

Nella ricerca fotografica, la lungimiranza si traduce come capacità di un autore di riuscire ad intravedere le possibili e potenziali implicazioni riferite ad uno specifico contesto, andando ad attivare processi di conoscenza e consapevolezza, che travalicano i confini del visivo.
Attraverso le case history di Genova, delle aree interne e un breve excursus sul territorio italiano – partendo da Milano, che prima e meglio di altre ha recepito i concetti di rigenerazione urbana e umana – emerge come la fotografia giochi un ruolo attivo e trasversale sia nel dialogo con le altre discipline, sia in qualità di interprete e catalizzatore delle trasformazioni, generando nuove connessioni e rimandi ad immaginari vitali profondi, sul nostro modo di rapportarci ai luoghi.

La giuria l’ha premiata “per aver saputo scrivere un saggio coerente con il tema proposto. Per aver saputo condensare in poche pagine una sintesi complessa relativa a una delle questioni centrali della nostra contemporaneità. Per aver individuato e proposto precise referenze culturali e visive. Per aver descritto con estrema precisione schemi di approccio progettuale che ben si adattano ad affrontare e conoscere il tema della rigenerazione urbana”.

 


RESET era rivolta a fotografi, a ricercatori e curatori, italiani o residenti in Italia, ai quali è stato richiesto un contributo, rispettivamente un lavoro fotografico e un saggio o un testo critico, che declinasse in maniera creativa e originale il tema del progetto, ovvero la rigenerazione umana e urbana.

“Con la selezione dei tre progetti fotografici e del paper – affermano i rappresentanti di Sistema Festival Fotografia – si conclude la prima tappa di Reset. Sistema festival fotografia racconta la società contemporanea. Questa prima attività, insieme al convegno tenutosi a Fotografia Europea di Reggio Emilia, ha evidenziato come questa sinergia tra cinque festival italiani possa contribuire alla promozione della fotografia in Italia, dando vita ad occasioni di crescita per gli artisti e di ricerca su temi di attualità”.

“Le oltre trecento candidature pervenute – proseguono – hanno saputo interpretare il tema da diversi punti di vista, restituendo una ricchezza e una qualità sorprendenti. I progetti vincitori si sono distinti per aver raccontato ed esaminato criticità dei nostri territori in maniera non superficiale e con grande potenza espressiva. Ora non vediamo l’ora di lavorare per costruire la mostra e il libro, e portare a termine il progetto integrandolo con le attività didattiche, le occasioni di formazione e di scambio”.

La giuria era composta da Denis Curti, direttore artistico SI FEST, Alberto Prina, direttore Festival della Fotografia Etica, Matteo Balduzzi, curatore MUFOCO, Francesca Fabiani, curatrice Fotografia Contemporanea ICCD (MiC Roma), Aaron Schuman, fotografo, scrittore e curatore indipendente, ed Elisa Medde, managing editor del Foam Magazine.

Ai vincitori sarà riconosciuto un premio di €3.000. Saranno inoltre prodotti una mostra e un catalogo e i vincitori avranno la possibilità di accedere a una serie di attività di formazione e promozione nel corso dell’anno.

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