Giornate inaugurali: chi non viene è un conservatore

Evgenij Morozov, Chaterine Spaak, Nina Zilli, The Winstons e molto, molto altro… La partenza di Fotografia Europea non è mai banale.

La primavera porta con sé aria di promessa e cambiamento. Le sue giornate sono attraversate da un sentimento di incontenibile apertura: del cuore, al mondo. Ogni anno si ripete, ogni anno è diverso.

Per chi passa dalle parti di Reggio, una di queste promesse è senz’altro il weekend inaugurale di Fotografia Europea con la scoperta delle mostre, gli eventi non stop, gli “incontri” ravvicinati con gli artisti, le visite guidate, la possibilità di zigzagare da una situazione all’altra in rigorosa successione o in sbarazzino disordine.

Venerdì

Ore 17.00 di venerdì 20 aprile: “colpo” dello starter.
Ed è un inizio eccitante e prestigioso con Evgenij Morozov, tra i massimi esperti mondiali di internet e nuove tecnologie: uno che ci rivela come vivremo tra qualche anno, ma anche cosa significa tutto ciò per il nostro cervello, la nostra libertà, il nostro modo di essere insieme agli altri e col mondo; senza illusioni, senza pregiudizi.
Alle 18 in piazza Martiri 7 luglio (e in replica, alle 20, in piazza Prampolini) si scatena Grand Bal una vera festa della danza coordinata da Arturo Cannistrà (Aterballetto) con una coreografia di oltre 150 danzatori e i musicisti dell’Istituto Peri.

Foto di Toni Thorimbert

A quel punto la “temperatura” sarà salita abbastanza per il gran clou di piazza San Prospero (ore 21.30): Pensiero stupendo. Music – Sex – Revolution è un evento speciale pensato per Fotografia Europea. Dedicato alle donne, al loro coraggio, alla loro capacità di cambiare le cose e farle andare per il verso giusto. A orchestrare questo mix di musica, immagini e show dal vivo ecco Nina Zilli una delle vedette della scena musicale italiana, che sale sul palco con una sua personale music selection, in esclusiva.  Le video-proiezioni sui magnifici edifici storici della piazza manderanno iconiche figure femminili, parole e slogan di riferimento per intere generazioni, i colori della creatività e della ribellione. A questa “esplosione” di energia Nina Zilli conferirà personalità, stile, magnetismo. E potrà giovarsi di un spalla d’eccezione come Mixo, storica voce radiofonica di Radio Capital. In chiusura ancora musica e visual con Roberto Dell’Era (Afterhours) e Margherita Grechi.

Per i nottambuli ci si sposta poi al Catomes Tôt di piazzale Fiume per l’after party ufficiale con Lamusa II, da Parigi, e Gluqbar Audiovisuals.

Sabato

Non serve alzarsi all’alba… Alle 12 in piazza Martiri occasione da non perdere: parla il maestro Joel Meyerowitz, colui che ha rivoluzionato la fotografia a colori.

© Joel Meyerowitz

Per chi ama il cinema o frequentava la televisione negli anni 90, il must di metà pomeriggio è l’incontro con Catherine Spaak (ore 17.00, ancora piazza Martiri), volto indimenticabile del “Sorpasso”, della “Voglia matta”, della “Parmigiana”, film che hanno cambiato il costume e fissato un nuovo ruolo alla donna. Un personaggio, o meglio, una persona che non si è fermata alle opportunità di una bellezza fresca e irresistibile, ma ha saputo conquistarsi rispetto e ammirazione del mondo dello spettacolo e di generazioni di pubblico grazie a talento (attrice, ballerina, cantante, conduttrice), intelligenza, raffinatezza.

Alle 18.30 un bel salto (abbiamo il fisico da ribelli, o no?) anche se rimaniamo nello stesso posto per l’incontro Iran: la costruzione del nemico? con l’ex ambasciatore d’Italia in Iran Alberto Bradanini, grande esperto di Medio ed Estremo Oriente, e la proiezione del documentario Undo di Majed Neisi: un modo per conoscere il grande paese asiatico e avvicinarsi alla mostra dei Chiostri di San Domenico.
Alla sera un altro evento inedito (ore 22.00), originale, creato per l’occasione, Photographic Orchestra: uno slideshow in grande formato con sonorizzazioni live e un “dream team” con il pianista Antonio Ballista, la psichedelia dei Winstons, la band di Roberto Dell’Era, Enrico Gabrielli e Lino Gitto, il theremin e l’elettronica di Vincenzo Vasi, le incursioni teatrali di Luca Cattani, il Coro del Monte Cusna, la regia di Pablo Solari, le fotografie della collezione di Fotografia Europea.

Domenica

Lorenzo Tricoli era un personaggio generoso, ironico, originale, irriverente. E un grande fotografo, affermato nel mondo della moda, del design e dell’arte tout court. Il suo The Archive You Deserve è un’opera mondo, un “catalogo” ininterrotto di segni (immagini, scritte, ritagli di giornale, pubblicità, assemblaggi, mostre….) che ha per tema l’Italia. Lorenzo purtroppo ci ha lasciati nel febbraio del 2017. L’incontro in piazza Martiri (ore 10.30) con Federica Chiocchetti, Emiliano Biondelli, Lina Pallotta e Giulia Zorzi è una chance per conoscerlo e contribuire a promuovere il suo grande lascito.

La colpa © Arnoldo Mondadori editore

Alle 12.00 si parla di un fenomeno spesso negletto, ma amatissimo, che ha contribuito, in qualche modo, a forgiare la moderna nazione italiana: il fotoromanzo. Della partita sono Michele Smargiassi, Silvana Turzio e i curatori della mostra Fotoromanzo e poi… allo Spazio Gerra.

Se poi volete conoscere qualche nome su cui puntare per il futuro magari vi conviene fare un salto allo Spazio U30CINQUE (ore 12.00) per la Premiazione di Giovane Fotografia Italiana #06.
Alle 16 altro appuntamento di prestigio: Toni Thorimbert parla insieme ai coreografi di Aterballetto del progetto In/finito, realizzato in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto. Reporter, ritrattista, affermato fotografo di moda, art director e inventore di tendenze dagli anni Settanta a oggi, Toni Thorimbert si è confrontato con l’arte della danza: corpi, “momenti notevoli”, continuità nello spazio, istantaneità del gesto. E con una città, Reggio, divenuta insieme a Aterballetto punto di riferimento internazionale e aggregatore di energie per un vasto territorio.

Per (non) finire

Come si dice, questa è solo la punta dell’iceberg: conviene studiarsi bene la mappa (ehm, il programma…) e rimanere svegli per scoprire la ricchezza di giornate uniche che ad ogni angolo, tra circuito ufficiale e off, offrono sorprese. E se la primavera è anche pioggia, poco male: la gente di Fotografia Europea – pubblico, artisti, operatori – sa infilarsi l’impermeabile, andare avanti e trovare tutte le soluzioni che la città può offrire. L’importante è non mancare e “vivere” questa tre giorni. Con indipendenza. In “prima persona”. Da veri rivoluzionari.

 

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