Best photobooks of the year

Abbiamo chiesto a Erik Kessels, in mostra a Fotografia Europea 2015 con “Unfinished Father”, di segnalarci quelli che lui ritiene essere i migliori libri fotografici dell’anno.

Ecco di seguito i titoli e qualche immagine dei “best photobooks of the year”

 

Mariela Sancari – Moisés

La Fabrica, 2015
Il padre di Mariela Bancari, Moisés, si suicidò quando lei aveva 14 anni, e nel tentativo di convivere con questa assenza la fotografa iniziò a costruirne la personalità nella sua mente, facendolo invecchiare nella sua fantasia.
La Bancari, per elaborare questo evento, ha deciso di affrontarlo anche tramite la fotografia: ha cercato, conosciuto e fotografato persone che potevano somigliare all’uomo che aveva perso, per scovare in loro un piccolo frammento di quella relazione che a lei era stata negata.

Paul Kooiker – Nude Animal Cigar

Art Paper Editions, 2015

Paul Kooiker è tra i fotografi concettuali più interessanti nel panorama olandese e la sua fascinazione verso tematiche come il voyeurismo, l’innocenza e il concetto di stereotipo lo conduce a realizzare lavori con soggetti e significati e origini assolutamente incerti.
In “Nude Animal Cigar” Kooiker rivolge lo sguardo indietro ai suoi 20 anni di carriera, e il risultato è una stupefacente gamma di immagini in cui nudi e animali sono intervallati dai primi piani degli innumerevoli sigari che l’artista ha fumato nel suo studio nel corso degli anni.

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Jochen Lempert – Compositions

Walther Koenig books, 2015
Le immagini del mondo naturale di Jochen Lempert sono realizzate attraverso una varietà di processi fotografici tradizionali e sperimentali che, in un certo senso, riproducono l’ordine e la casualità della natura stessa.
Molte immagini sono state realizzate attraverso processi privi di fotocamera, ponendo ad esempio i campioni naturali direttamente sulla carta fotografica.
Composition è la summa di 20 anni di lavoro del fotografo, organizzati in modo immergere lo spettatore in un poetico viaggio tra associazioni visive.

Katja Stuke – Nationalfeiertag

BöhmKobayashi and Fw:books, 2015
‘Nationalfeiertag’ racconta di una delle più grandi e controllate piazze del mondo: piazza Tiananmen.
Qui ebbe luogo 26 anni la protesta studentesca e tutt’oggi la polizia tenta di tenere sotto controllo le immagini realizzate in questo posto, ma Katja Stuke è riuscita a registrare qualche ora della vita di questa piazza. Dal girato ha successivamente estratto centinaia di ritratti, combinati nel libro con ritagli di giornale raccolti negli anni dal Museo del 4 Giugno di Hong Kong, per mantenere vive le proteste del 1989.

Patricia Almeida, David-Alexandre Guéniot

My life is going to change

GHOST Edições, 2015
“Per tre anni abbiamo collezionato ritagli di giornale: la primavera araba, l’arrivo della Troika, il terremoto in Giappone, i tentativi di salvare il sistema finanziario.
Lontano da questi eventi di portata mondiale, eppure allo stesso tempo influenzati da questi, ecco il nostro album di famiglia.
Il libro è il fac-simile di un album di famiglia dedicato a nostro figlio, pensato per essere sfogliato nel 2030. Offre un viaggio che dal futuro arriva al passato (il nostro presente), e che vede le nostre foto scontrarsi con quelle prese dai giornali. Un libro da leggere, più che da sfogliare.”

Tomoko Sawada – Recruit

RVB Books, 2015
In ‘Recruit’ Tomoko Sawada continua il suo lavoro sull’autoritratto all’interno della società giapponese, esplorando questa volta il mondo della fototessera.
La Sawada mantiene intatte le “convenzioni di forma” della fototessera (abito, postura, espressione del viso neutrale), e senza cambiare sfondo e posa l’artista moltiplica le immagini giocando con la sua acconciatura, il suo makeup e le sue espressioni facciali, dimostrando il carattere labile dell’apparenza.

Annegien van Doorn – In Passing

Fw: Photography, 2015
Guardando il lavoro di Annegien van Doorn è facile notare il suo modo speciale di osservare la vita di tutti I giorni: l’artista è costantemente alla ricerca di quegli oggetti quotidiani presenti nella routine di ognuno che normalmente usiamo e dimentichiamo, senza quasi notarli.
Attraverso semplici mosse, la van Doorn regala a questi oggetti un’apparenza più attrattiva e inusuale, capace di rendere lo spettatore consapevole della loro esistenza.

Alessandro Calabrese – Die Deutsche PunkInvasion

Skinnerboox, 2015
“Circa due anni fa ho iniziato ad interessarmi all’estetica delle vetture incidentate e abbandonate che vedevo a Milano e successivamente, in una grande rimessa di Trento dove sono stato per scattare e raccogliere alcuni oggetti abbandonati nei veicoli, ho trovato il booklet di una compilation punk degli anni ’90, ‘Die Deutsche Punkinvasion vol.III’.
Coperto di polvere, il libretto includeva una serie di fotografie relative a manifestazioni anarchiche e rivolte.Sfogliandone le pagine sono rimasto stupito dalla coincidenza visiva tra le due situazioni, e dalla natura puramente fortuita di questa connessione.”

Will Steacy – Deadline

B Frank, 2015
Dal 2009 al 2013 ho fotografato senza restrizioni la redazione e l’impianto di stampa del The Philadelphia Inquirer.
Un report ha confermato che negli ultimo 10 anni i giornali hanno perso più del 40% della loro forza e Deadline è una porta aperta su un mondo che raramente vediamo.
Raramente abbiamo la possibilità di sentire gli scrittori raccontare la loro stessa storia, ma Deadline riempie questo vuoto e la voce di quelli che hanno lavorato con dedizione all’Inquirer ci guida attraverso le fotografie di Steacy in un viaggio all’interno di uno dei più vecchi giornali americani.

Kurt Caviezel – The encyclopedia of Kurt Caviezel

Rorhof, 2015
Negli ultimo 15 anni, dal suo studio di Zurigo, Kurt Caviezel ha monitorato 15.000 telecamere pubbliche e accessibili, posizionate in tutto il mondo.
Realizzando screenshot di qualsiasi situazione lui trovasse interessante, ha costruito un archivio di oltre 3 milioni di immagini, categorizzandole per schemi ricorrenti e soggetti.
La seconda di copertina del libro contiene tutti i 15.000 web-link usati dall’artista per creare il corpus del lavoro.


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