Yasmina Benabderrahmane

La Bête: a modern tale

 

Dal 2012, Yasmina Benabderrahmane attraversa come un sogno ad occhi aperti le dune di sabbia e le pianure del suo paese natale, che dopo quattordici anni di assenza cerca di recuperare attraverso le immagini.

È una storia tra due mondi: il Marocco di ieri, con le materie prime a livello del suolo e del corpo, e il Marocco di oggi, in cemento e roccia: nella valle di Bouregreg, a pochi chilometri da Rabat, si sta costruendo un nuovo centro culturale, un teatro e un museo archeologico, un progetto colossale voluto dal re che assomiglia a una bestia accovacciata, una figura della modernità che divora il paesaggio e altera progressivamente la fisionomia di un paese ancestrale. La “Bestia” non dorme, si espande, russa e si installa nel paesaggio, ingrandendosi giorno dopo giorno, imponendo la sua architettura a conchiglia.

 

Più in là, si trovano le pianure aspre, deserte e spoglie di Chichaoua, nelle montagne dell’Atlante, dove le tradizioni si tramandano da una generazione all’altra in villaggi dalla calma mortale, e dove le storie raccontate da voci sommesse riuniscono le famiglie durante la celebrazione dell’Eid El-Kebir.

L’opera di Yasmina Benabderrahmane ci conduce a una visione sensibile, minerale e istintiva della storia marocchina, con pietre gocciolanti e sangue coagulato, dove lo sguardo dell’artista si posa sull’intimità del tempo che passa. (Adrien Genoudet, co-curatore).

Yasmina Benabderrahmane è nata nel 1983 a Rueil-Malmaison (FR). Laureata all’Ecole des Beaux-Arts de Paris nel 2009 e allo Studio national – Le Fresnoy nel 2015, il suo lavoro è stato oggetto di diverse mostre collettive, tra cui la 54° fiera d’arte contemporanea di Montrouge nel 2009, e la Young Creation Fair nel 2013 al CENTQUATRE, Parigi.

Yasmina Benabderrahmane lavora con il cinema e la fotografia con un approccio sperimentale. Agisce sulla materia delle immagini mentre dispiega, attraverso processi narrativi e metaforici, universi intimi e personali dove il posto del corpo e la sua rappresentazione sono messi in discussione da una prospettiva culturale. Yasmina Benabderrahmane è la vincitrice del BAL AWARD FOR YOUNG CREATION con l’ADAGP 2019. Lo scopo di questo premio è quello di accompagnare per due anni la realizzazione di un progetto creativo che rientri nell’ampio spettro dell’immagine-documentario, fisso e in movimento, interrogando la nostra esperienza umana.

SABATO 19 GIUGNO > ore 17

Chiostri di San Pietro / Laboratorio Aperto Urbano

INCONTRI CON GLI ARTISTI

Antoine D’Agata, Yasmina Benabderrahmane

Modera Diane Dufour

Sede

Chiostri di San Pietro
Via Emilia San Pietro 44/c
Reggio Emilia

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Orari

dal 22 maggio al 4 luglio
venerdì, sabato e domenica › 10-20

Aperture straordinarie
21 maggio › 16-20
2 giugno › 10-20
18 e 19 giugno › 10-22

Categoria
Chiostri di San Pietro