Arianna Lodeserto

 

The passenger

 

Spesso l’estrema concentrazione urbana si risolve in solitudine, forzata o immaginaria. Il passeggero, l’uomo del presente, scivola tra i palazzi sottili, tra alberi,viali, cantieri, taxi e cisterne, insegne mansuete. La sua memoria è già pronta a rimestare le carte, a smontare la visione appena digerita: il tessuto urbano, luogo comune per eccellenza, è esposto senza riserve a una trama mai data, mai del tutto esaurita, in fieri.
Anche l’architettura più consueta può diventare un corpo nervoso, adatto a comporre nuove percezioni, costanti riletture dello scenario urbano già visto, già “inquadrato”, contrazioni del possibile. Finzione e realtà, memoria e documento o infine distopia e sogno si mostrano a tratti indiscernibili: nell’immagine che non è sazia della sua scarna materia, inassegnabile è il loro ruolo, instabile la relazione.

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2 commenti

  1. fabio villa 05/12/2012, 14:54 Rispondi

    Complimenti, tra i 15 finalisti, sicuramente il lavoro migliore.

  2. Arianna 06/30/2012, 12:09 Rispondi

    grazie, troppo buono!

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