Simona Ghizzoni

Simona Ghizzoni. Milk Wood



Commission 2026

We are not wholly bad or good / Who live our lives under Milk Wood, / And Thou, I know, wilt be the first / To see our best side, not our worst (1)

“Anch’io avevo dimenticato la vecchia stazione, nonostante sia proprio da lì che sono partita per la prima volta, da poco adulta, ormai molti anni fa. Mentre tentavo di capire come si racconta un luogo che si è dimenticato, dalla libreria cercava il mio sguardo una vecchia edizione di Milk Wood nella traduzione di Carlo Izzo. “

Milk Wood è l’ultima opera di Dylan Thomas, pubblicata postuma, un radiodramma che racconta sogni, speranze e incubi di una piccola e variopinta comunità al calar della notte. Thomas ci invita a non aver paura ed entrare nelle stanze degli abitanti come se durante il sonno le pareti diventassero trasparenti. E’ un invito a considerare l’ascolto, o nel nostro caso lo sguardo, come atto ontologico, come affermazione e riconoscimento dell’esistenza altrui e di conseguenza della propria. 

Lo sguardo ha infatti due direzioni: mentre ci allontaniamo si allontana anche ciò che stiamo guardando, quando camminiamo a passo svelto ben attenti a non incrociare gli occhi altrui. 

Simona Ghizzoni ha iniziato così, di buon mattino, ad ascoltare e raccogliere le parole di un gruppo di donne che si ritrova il mercoledì in via Turri, al Binario 49. Dal primo nucleo altre donne sono arrivate, donne che vivono nel quartiere, altre che ci lavorano, altre che sono volontarie o che vengono qua per ritrovarsi.

Il lavoro, che si muove tra fotografia, elaborazione pittorica e audio, è dunque una proposta di rilettura lessicale e visuale del quartiere stazione a partire proprio da questi dialoghi settimanali. Le immagini in mostra saranno infatti in larga parte frutto della collaborazione con le partecipanti, di fatto co-autrici delle opere.






Simona Ghizzoni (Reggio Emilia, 1977) è  fotografa e attivista visuale per i diritti delle donne.

La sua produzione ruota attorno a due grandi filoni, che spesso si intersecano: la dimensione sociale della donna e la dimensione privata dell’autoritratto.

Due volte insignita del World Press Photo, il suo lavoro è stato ampiamente presentato in mostre personali e collettive, tra cui il Nobel Peace Center di Oslo, Paris Photo, PhotoEspana, Palazzo Braschi, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzo delle Esposizioni, oltre ad essere presente in diverse collezioni private e pubbliche, tra cui la Collezione Donata Pizzi e l’Istituto Centrale per la Grafica. Nel 2022 è stata presidente di giuria per l’Europa al World Press Photo.

In Italia è rappresentata da MLB Gallery. 



Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c
Reggio Emilia

orari

30 aprile – 14 giugno

giornate inaugurali
30 aprile › 19-23
1 maggio › 10-23
2 maggio › 10-23
3 maggio › 10-20

dal 7 maggio al 14 giugno
giovedì  › 10-13 e 15-20
venerdì – sabato – domenica › 10-20
aperture straordinarie
1 e 2 giugno > 10-20

Condividi questa mostra!