Speciale Diciottoventicinque

Sede e orari

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c
42121 Reggio Emilia

venerdì 11 maggio aperto dalle 18.00 alle 24.00; sabato 12 e domenica 13 maggio dalle 10.00 alle 24.00; dal 17 maggio al 24 giugno aperto giovedì e venerdì dalle 19.00 alle 23.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 23.00; chiuso lunedì, martedì e mercoledì

Mappa

con il sostegno di Cariparma    

 

La mostra è frutto di un particolare progetto promosso dal Comune di Reggio Emilia rivolto a ragazzi tra i 18 e i 25 anni. Indirizzati, affiancati e seguiti da tre fotografi professionisti, Alessandro Bartoli, Fabio Boni e Fabrizio Cicconi, i giovani autori hanno interpretato nei loro scatti un personale concetto di VITA IN COMUNE, il senso di CITTADINANZA e di appartenenza ad un macro o micro gruppo.

DICIOTTOVENTICINQUE vuol rappresentare la vetrina di questa comunità.
Il progetto ci spalanca la porta di un mondo vero, recuperando così storie graffiate sui diari personali, immagini scattate con le digitali e ri-prodotte clandestinamente sui muri.
Questo progetto-laboratorio mostra il mondo come lo vedono i ragazzi: un universo catturato nella sua forza primitiva. Storie viscerali, senza censure e ad alta emotività.

Si susseguono su un unico lungo muro diverse ricerche, a volte partite da semplici oggetti-sineddoche, simboli del vivere contemporaneo intimo o sociale.
Abiti che comunicano appartenenze, intimi letti disfatti, bagni e cucine dai caffè caldi, latrine erranti, schermi social-tecnologici e insegne di un pop multietnico cantano le nuove storie della generazione @.
I linguaggi scelti rispecchiano il nostro tempo e le nuove scelte comunicative contemporanee: sinossi tradizionali e analogiche o nuove tecniche prodotte dai ragazzi nei modi più disparati. La diffusione della tecnologia digitale a basso costo, le grandi campiture dei writers, i nuovi programmi informatici sulla grafica: tutte queste suggestioni hanno liberato una straordinaria potenzialità espressiva, rivelando un territorio creativo interiore da esplorare, valorizzare e conservare.

EVENTI COLLEGATI

venerdì 8, martedì 15 e martedì 22 giugno, ore 18.30, Chiostri di San Pietro  / grazie al sostegno di Cariparma tre incontri in cui i
fotografi tutor illustreranno insieme ai ragazzi il progetto ed il percorso svolto per giungere alla realizzazione della mostra.

Sede e orari

Centro commerciale I Petali
pl. Atleti Azzurri D’Italia, 5
42122 Reggio Emilia

lunedì dalle 14.00 alle 23.00; da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 23.00; sabato dalle 10.00 alle 24.00; domenica dalle 10.00 alle 23.00

Mappa

con il sostegno de I Petali    

 

Affianca l’esposizione dei chiostri di San Pietro un’ulteriore presentazione del progetto realizzata con il sostegno de I Petali con l’intento di avvicinare il mondo dei giovani alle problematiche suscitate dall’iniziativa. Grandi photowall ricopriranno le quattro colonne della galleria del centro commerciale creando un effetto di grande impatto tra colore e bianco e nero.

Protagonisti

Claudia Balzani, Beatrice Barile, Giacomo Bassmajl, Matilde Bianchi, Giovanni Caccialupi, Andrea Caroli, Maria Giulia Caselli, Silvia Ceddia, Andrea Comi, Federico Contini, Milena Corradi, Eugenio D’Ecclesiis, Giuseppina Depreziato, Maria Silvia Desiante, Francesco De Vincentis, Valentina Fantini, Sara Ferretti, Francesco Giglioli, Daniele Fornaciari, Niloshan Ginanasekaram, Sara Gozzi, Caterina Grisendi, Indrit Halilaj, Halley Guglielmi, Maria Agnese Menozzi, Nicolò Maria Menozzi, Margherita Menozzi, Taha Menyar, Gianluca Montanari, Guendalina Mora, Silvia Morelli, Fabio Mosca, Marjorie Nornoo, Alessia Grazia Pennisi, Mirco Picciati, Lucia Pini, Pietro Rotteglia, David Rubil, Margerita Santini, Gabriele Spaggiari, Giulia Strozzi, Laura Tamburini, Nicholas Tinelli, Ilaria Tognetti, Cristofer Torre, Giulia Zagni.

BIOGRAFIE

Alessandro Bartoli nasce a Reggio Emilia nel 1960.
Fin dagli esordi la sua ricerca viene influenzata dalle arti visive, letteratura, teatro, mondo del cinema e della musica.
Il suo “corpus” fotografico, prevalentemente in bianco e nero, punta ad un racconto del mondo fortemente narrativo in cui si fondono numerosi generi artistici.
Nel 1996 partecipa alla ricerca fotografica Æmilia con un lavoro sulle piscine dal titolo Oceani padani.
Nel 1997 realizza un progetto sui giovani presenti a Parigi alle Journées Mondiales de la Jeunesse.
Dal 1995 al 2000 collabora con il gruppo teatrale L’Impasto fotografando gli attori-danzatori della compagnia tra gli ulivi, le cave di tufo del Salento, i muri di Isera e Milano. Il gruppo utilizza le sue immagini come scenografie di diversi spettacoli; da questo legame nascono i libri Terra di Burro e Trionfo Anonimo.
Nel 2004, con un testo introduttivo di Samuele Bersani, presenta il progetto fotografico Grandi speranze: centocinquanta immagini dedicate all’età inquieta.
Nella primavera 2006 partecipa con Canto di stagione alla Settimana della Fotografia Europea di Reggio Emilia. Nello stesso anno è ospite, insieme ad altri dieci artisti, di WG’S (appartamenti condivisi) realizzando un’installazione d’acqua, Surf party, all’interno di un appartamento privato.
Ha esposto le sue fotografie in numerose mostre collettive e personali in Italia e all’estero.
Sue fotografie sono conservate in collezioni private, musei ed istituzioni d’Europa, pubblicate su libri e riviste.

Fabio Boni nasce nel 1965 a Reggio Emilia, dove vive e lavora dedicando particolare attenzione al ritratto e alla fotografia sociale. Impegnato nell’indagare il volto umano in chiave sociale e psicologica, ha esordito nel 1993 con Volti, un lavoro dedicato ai bambini e agli anziani, che ha successivamente approfondito e ampliato fotografando un grande ventaglio di tipologie sociali e di età, dagli anziani agli adolescenti, dalle famiglie alle comunità in festa, dai lavoratori di vari ambiti professionali alla gente del circo fino ai profughi. Nel 1996 partecipa alla collettiva Æmilia, promossa dalla Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, con una serie di immagini sulle famiglie. I lavori del 1997, La campagna e il deserto, fotografie al popolo profugo dei Sahrawi e del 1999, Vidonci un campo profughi in Slovenia, segnano una svolta importante nel suo linguaggio fotografico, iniziando a lavorare sulle conseguenze della guerra. Nel 2001 pubblica Abitanti, un lavoro sulle famiglie che illustra racconti di Giuseppe Pederiali. Nel 2003 realizza La misura del tempo, a cura di Marco Vincenzi, un progetto e una pubblicazione sugli abitanti di Montefiore (Rimini), e pubblica il libro Via Roma, paesaggi umani. Nel 2006 espone un progetto sul circo con ritratti realizzati in diversi spettacoli della famiglia Togni. Nel 2010 presenta I.S.A. Chierici, un progetto realizzato con l’Istituto d’Arte Chierici di Reggio Emilia. I suoi ultimi lavori riguardano realtà legate all’Emilia e situazioni di vita quotidiana. Tiene corsi e seminari sul ritratto fotografico presso il CFP Bauer di Milano, lo Studio Marangoni di Firenze, il Liceo Artistico Chierici di Reggio Emilia. Il suo lavoro è stato esposto in numerose mostre e pubblicato in diversi cataloghi. Sue opere sono conservate presso collezioni pubbliche e private.

Fabrizio Cicconi nasce a Reggio Emilia nel 1964.
Fin  dall’inizio la sua ricerca si focalizza sull’immagine dell’uomo, come testimonia  la  sua  prima  personale,  Padani, tenutasi nel 1991 a Palazzo Ruini a Reggio Emilia. Il suo lavoro, incentrato sul tema del ritratto, gli ha consentito di iniziare collaborazioni con istituti culturali e gruppi musicali.
Nell’aprile 1995 collabora con i registi Davide Ferrario e Guido Chiesa per la produzione di un libro sul 50° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, documentando l’operazione culturale “Materiale Resistente”, organizzata dal comune di Correggio in collaborazione con i C.S.I.
Tra il 2003 e il 2004 realizza un lavoro di documentazione sul trasposto pubblico per ACT a cura di Sarah Grugnetti che si conclude con una mostra personale dal titolo Una città in Movimento.
Nel 2005 documenta un Kolkhoz in Uzbekistan in collaborazione con lo scrittore Giorgio Messori. Il lavoro, dal titolo Politotdel, è stato esposto alla rassegna internazionale di fotografia di Roma.
Tra il 2006 e il 2007 realizza un progetto insieme al collega tedesco Kai-Uwe Schulte-Bunert su due città divise in Italia, Gorizia-Nova Gorica, e in Germania, Görlitz-Zgorzelec.
Il progetto dal nome 2_ luoghi divisi viene  esposto in varie sedi europee tra cui a Reggio Emilia in occasione di Fotografia Europea 2007 e a Berlino nel 2008, in occasione del mese della fotografia.
Nel 2011 partecipa all’edizione di Fotografia Europea con vari progetti tra cui Hipstamatic for San Lazzaro, collettiva esposta presso il padiglione Lombroso, ex ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, e come curatore di un corso/progetto di fotografie realizzate da rifugiati politici accolti in una casa albergo di Reggio Emilia.
Sempre nel 2011 inizia una collaborazione con Francesca Davoli fotografando interni di abitazioni che vengono pubblicati sulle maggiori riviste del settore.
Oltre ad alcune mostre  personali, ha al suo attivo la partecipazione a diverse esposizioni collettive.