Paola De Pietri

© Paola De Pietri

dalla serie Istanbul new stories, stampa digitale ai pigmenti su carta cotone © Paola De Pietri

Istanbul new stories

Sede e orari

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c
42121 Reggio Emilia

venerdì 11 maggio aperto dalle 18.00 alle 24.00; sabato 12 e domenica 13 maggio dalle 10.00 alle 24.00; dal 17 maggio al 24 giugno aperto giovedì e venerdì dalle 19.00 alle 23.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 23.00; chiuso lunedì, martedì e mercoledì

Mappa

La fotografa Paola De Pietri realizzerà, per la settima edizione di Fotografia Europea, una produzione nella città di Istanbul. Nei prossimi mesi l’artista sarà impegnata in una residenza nella città turca dove analizzerà alcuni temi legati alle nuove comunità, agli spazi in trasformazione e all’abitare. Istanbul è una città complessa che ha avuto uno sviluppo rapidissimo sia in termini economici che culturali, con un conseguente incremento della popolazione e dello sviluppo urbanistico. La città conta oggi più di tredici milioni di abitanti e la popolazione è in continua crescita.

La ricerca di Paola De Pietri si concentrerà sulle nuove comunità, dove la trasformazione degli spazi segue e precede la costruzione della convivenza. Prive ancora di conflitti, forse per la mancata conoscenza reciproca, nascono in maniera vorticosa comunità fragili, appena costituite, nelle quali interagiscono il singolare degli individui, il plurale della famiglia (comunità minima) e la casualità del plurale della comunità.

Il progetto guarderà al ‘nuovo’ e, in particolare, a quello che succede ai bordi della città che si allarga continuamente e dove l’espansione territoriale e sociale marca anche il confine tra il costruito e la campagna.

Questa molteplicità di temi verrà analizzata in un delimitato arco temporale diventando così il parametro d’osservazione per la ricerca. Partendo dal mostrare la progettazione degli insediamenti, che possono essere di grande, media o piccola scala, la produzione fotografica proseguirà ritraendo la nuova comunità che, in forma ancora embrionale, prenderà possesso delle nuove abitazioni.

In questo progetto l’intento è quello di passare dalle vedute della città su grande scala ad una dimensione più intima, dove i temi generali della metropoli sono calati in un ambito più circoscritto, nel quale ognuno può riconoscere la propria esistenza in quella degli altri.

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BIOGRAFIA

Nasce nel 1960 a Reggio Emilia dove vive e lavora. Ha studiato al DAMS, facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna. Le sue immagini nascono da un’attenta osservazione del territorio, sia esso quello urbano delle città italiane, oppure quello organico e vegetale della natura.

Ha lavorato fin dalle prime serie di fotografie sul tema del rapporto dell’uomo con lo spazio e delle sue dinamiche temporali. Sono del ’94 le fotografie realizzate dalla mongolfiera di frammenti di paesaggio e persone. Del ’97/99 é la serie dei dittici dove una o più persone che camminano per strada sono riprese in due momenti successivi in uno spazio contiguo. Il tempo diviene matrice di ogni storia personale e garanzia di identità. La stessa azione formatrice del tempo sulla natura attraverso la quale il luoghi sono percepiti come perennemente in transizione é il motivo dominante della serie di fotografie realizzate tra il 2000 e 2001 e poi nel 2002 nelle fotografie di lava sull’ Etna. Del 2004 è la serie ‘dormi sonni tranquilli? Immagini notturne di periferie dove abitazioni e spazi verdi si susseguono in uno spazio urbano definito e assumono un aspetto inquietante, a volte destabilizzante. Il rapporto dell’uomo con lo spazio che abita caratterizza anche i progetti del 2003 here again, la nuova casa del 2004, 2005 nonché la serie Vajont del 2005 nei quali si alternano ritratti di persone a paesaggi e la serie Io parto del 2008.

Nel 2008 lavora al progetto ‘To Face’ che viene concluso nel 2011 e con il quale vince il premio Albert Renger-Patzsch. Questa ultima serie di fotografie è stata realizzata sull’arco alpino e nella zona del Carso, nei luoghi delle battaglie della  prima guerra mondiale ancora parzialmente riconoscibili  come crateri, avvallamenti, trince, caverne che si mimetizzano e sembrano essere riassorbiti nell’ambiente naturale. Ha partecipato ad importanti esposizioni in Italia ed in Europa.