Gli oggetti ci parlano

Si replica! Il 21 e 22 aprile porta i tuoi oggetti ai Chiostri di San Pietro, dall’11 maggio diventeranno i protagonisti di una grande mostra!

In occasione di Fotografia Europea 2012 ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia inaugurerà la mostra Gli oggetti ci parlano, a cura dell’architetto Italo Rota. Nelle stanze del chiostro verranno realizzate installazioni che riguardano alcuni temi centrali per il nostro vivere quotidiano: il cibo, l’abbigliamento, la condivisione, il viaggio, la partecipazione. Una sorta di laboratorio di riflessione sul futuro della collettività che è il luogo dove oggi viviamo e dove vorremmo continuare ad abitare, a fare innovazione, a conservare le qualità. Ma anche una riflessione critica sugli oggetti della nostra memoria: verranno infatti scelti oggetti che per il loro tempo hanno significato un’innovazione, una svolta, un cambiamento.

Per radunare il materiale che verrà esposto, la collettività è chiamata a portare oggetti degli ultimi sessant’anni legati a temi della nostra vita che oggi sono in rapido cambiamento. Raccolte di oggetti per meditare sul nostro futuro, fare scelte importanti, ma anche ricordarci l’attitudine delle generazioni che ci hanno proceduto e che hanno creduto fortemente in un’idea di progetto positiva e condivisa, che una volta realizzata ha determinato cambiamenti significativi nelle abitudini e nella quotidianità.

Il 14 e 15 aprile 2012 dalle 10 alle 19 porta i tuoi oggetti ai Chiostri di San Pietro: verranno catalogati, schedati per liste tematiche e fotografati. Cosa portare? Quattro le aree tematiche della mostra: come mangeremo, come vestiremo, come condivideremo, come parteciperemo.

Come mangeremo?   Negli anni del boom economico l’ambiente cucina si trasforma: nuovi utensili realizzati in nuovi materiali (l’affermarsi della plastica) abbreviano tempi e fatiche consegnandoci poi, attraverso una massiccia operazione di industrializzazione, una versione del cibo in cui la pubblicità diventa sinonimo di qualità: si cercano oggetti significativi per l’epoca e che abbiano determinato un cambiamento: elettrodomestici di marca (aspirapolvere, lavapiatti, robot da cucina, macchine per il caffè, pentola a pressione), reclame di prodotti (detersivi come ad es. il DDT, alimenti, marchi locali), libri, riviste.

Come vestiremo?  Negli anni cinquanta nasce il vestito industriale. I tessuti che non dovevi stirare, che non si stropicciavano, nuovi colori, nuove forme, la seduzione delle calze di nylon. Ma soprattutto i modelli cominciano a essere ripresi dalle grandi case di moda e tramite le nuove industrie arrivare a tutti. Si cercano abiti anni ’50, ’60, ’70, cappelli di foggia particolare, scatole portacappelli di modiste famose, manichini d’epoca, tessuti, reclame della moda dell’epoca.

Come parteciperemo?  Le stanze delle sedi di partito, le sezioni elettorali e più in generale i luoghi di partecipazione politica erano pieni di oggetti che oggi appaiono distanti e anacronistici ma che all’epoca erano estremamente considerati: trasudavano impegno, passione, certezze.

Molti li abbiamo perduti, cancellati con supponente ironia. Altrove questi gadget sono ricercati e collezionati. Possono aiutarci a riflettere e a inventare nuovi modi di partecipazione. Si cercano quindi manifesti di propaganda, tessere politiche ed elettorali ma anche oggetti per la comunicazione, macchine per scrivere, vecchi telefoni, materiale di cartoleria.

Come condivideremo?   Il boom del turismo di massa degli anni settanta e la moda di portare a casa oggetti di un altrove di cui si percepiva tutto il fascino esotico. Souvernirs che erano spesso un contributo allo sterminio della natura (zanne d’elefante, uova di struzzo) riadattati a nuove funzioni per inserirsi nelle abitudini degli interni borghesi, retaggio di un passato coloniale. Oggi arrivano gli oggetti che le comunità straniere hanno portato in città, espressione di diversi immaginari e visioni di progresso ma anche di come i nuovi cittadini ci percepiscono e interpretano la nostra cultura.

Cerchiamo carte geografiche d’epoca, reclame di viaggi, riviste, poster, modellini di aerei, navi e transatlantici, mappamondi, souvenir esotici magari rielaborati in Europa, come uova di struzzo, zampe di elefante montate, zanne, ecc. Ma anche tutti gli oggetti che le persone di altri paesi hanno portato nella nostra città a testimoniare le diverse culture che oggi convivono all’interno della nostra città.

La mostra degli oggetti selezionati sarà inaugurata l’11 maggio nell’ambito delle mostre di Fotografia Europea.

Per informazioni sulle modalità di consegna e prestito segui gli aggiornamenti su www.fotografiaeuropea.it, manda una mail all’indirizzo musei@municipio.re.it o chiama il +39 338 9868001