200 x 200: due secoli di fotografia e società
200 x 200: due secoli di fotografia e società
A cura di Walter Guadagnini.
La mostra si pone come un omaggio alla storia della fotografia e un’occasione di riflessione sulla presenza di questo linguaggio nella società dalla metà dell’Ottocento a oggi, a partire dalla storica immagine del 1826 di Joseph Nicéphore Niépce che viene considerata come il primo esempio rimasto di immagine fotografica.
Non pretende di proporsi come una impossibile storia della fotografia in pillole, né come una pur preziosa raccolta di capolavori, ma intende porre in luce l’importanza della fotografia nella definizione della società e dell’immaginario collettivo negli ultimi due secoli, nonché i meccanismi della sua diffusione nel mondo.
Curata da Walter Guadagnini – storico della fotografia, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna e per anni Direttore Artistico del festival Fotografia Europea – l’esposizione è costruita attraverso fotografie provenienti da collezioni pubbliche e private italiane, ma anche e soprattutto attraverso immagini riprodotte sui giornali e sulle riviste, su manifesti, attraverso l’esposizione di libri e la presenza di filmati, attraverso gli strumenti, dalle prime macchine fotografiche agli attuali smartphone, e infine attraverso numerose fotografie provenienti dal “pubblico dominio”, proprio per esaltare la straordinaria capacità della fotografia di essere un linguaggio riproducibile, che proprio grazie a questa caratteristica è divenuto il linguaggio più importante del XX secolo e ancora oggi mantiene una sua diversa centralità nel mondo della comunicazione, oltre che delle arti figurative.
Non saranno presenti necessariamente i capolavoro dei grandi fotografi – anche se molti sono presenti in mostra, da Louis Daguerre ai Fratelli Alinari, da Julia Margaret Cameron a Eadweard Muybridge, da Man Ray a Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Dorothea Lange, fino ai protagonisti della fotografia contemporanea di tutto il mondo – ma le immagini che hanno avuto, e ancora hanno, un significato particolare all’interno della storia dell’uomo negli ultimi due secoli, per differenti motivi.
L’allestimento, oltre a valorizzare gli spazi particolari di Palazzo Scaruffi, risponderà infatti all’evoluzione del linguaggio fotografico, riportando lo spettatore a momenti particolari, che hanno segnato la storia della fotografia e quella del mondo, in un continuo e affascinante viaggio alla scoperta delle infinite nature della fotografia.






