"Fantasmi del quotidiano"
SCANDIANO – CIRCUITO OFF 2026
La fotografia riaccende la città
Le vetrine spente tornano a brillare: a Scandiano, gli spazi commerciali temporaneamente liberi si trasformano in gallerie d’arte grazie a una call lanciata dal Comune di Scandiano e rivolta a fotografe, fotografi e collettivi del territorio. Il progetto è un invito a guardare la città con occhi nuovi, a viverla come uno spazio condiviso e in continua trasformazione. Il percorso espositivo diffuso trasforma il vuoto in bellezza, rendendo il centro storico un punto di riferimento culturale dinamico e partecipato.
AUTORI:
Donato Tramparulo “Il peso dell’eco”
Il peso dell’eco L’idea comune del "fantasma" evoca spesso lenzuola bianche, catene trascinate in soffitte polverose o presenze inquietanti confinate in case infestate. Ma i fantasmi quotidiani di cui parla questo progetto non appartengono al folklore né all'horror; sono presenze sottili, invisibili eppure profondamente reali, che abitano le pieghe della nostra normalità. Sono "fantasmi" perché privi di una forma fisica tangibile, ma dotati di un peso specifico capace di inclinare l’asse delle nostre giornate. Non si vedono, eppure condizionano l’umore, orientano le decisioni e definiscono il perimetro delle nostre relazioni. Queste entità si manifestano con volti mutevoli.
A volte appaiono malinconici, come un’ombra che si allunga su un pomeriggio di sole; altre volte si rivelano protettivi, agendo come un istinto silenzioso che ci tiene lontani dal pericolo. Spesso, però, sanno essere sabotatori, sussurrando dubbi proprio quando staremmo per compiere un passo decisivo. Il paradosso risiede nel nostro approccio: questi fantasmi non vanno scacciati con esorcismi o negazioni, ma richiedono di essere ascoltati. Essi sono, in ultima analisi, messaggeri dell’inconscio: indicano un lutto non elaborato, un desiderio messo a tacere troppo a lungo o una ferita che, pur non sanguinando più, continua a
segnare il passo.
Fabio Bastardi “Fantasmi urbani”
Nella metropoli contemporanea, l’identità è una variabile che si consuma in fretta. Questo lavoro indaga la trasformazione del cittadino in spettro: figure umane che, attraversando lo spazio pubblico, perdono la propria nitidezza per diventare puro movimento, scia, interferenza.
Il contesto urbano, solido, e indifferente, fa da palcoscenico a queste apparizioni
involontarie. Attraverso l'uso del mosso e dello sfocato, la fotografia non cerca di fermare l'istante, ma di assecondare la sua fuga. I soggetti non sono più
individui, ma "fantasmi del quotidiano" che abitano i non-luoghi della routine dell'uomo.
In queste immagini, la sfuocatura e il mosso non sono un errore tecnico, ma una scelta ontologica, è la rappresentazione visiva di quanto sia fragile la nostra presenza nel rumore visivo del presente. Siamo tutti fantasmi che cercano, senza riuscirci, di lasciare un'impronta su un mondo che corre troppo veloce per vederci.
Orazio Piccinno “Scandiano Sospesa. Presenze, Silenzio e Ombre della routine”
Questo progetto vuole catturare la dimensione sospesa degli spazi urbani di Scandiano. Attraverso l’uso di esposizioni doppie, tempi lenti e atmosfere dai toni cupi, trasformo scenari ordinari in visioni cariche di memoria e suggestione. Le figure umane appaiono come presenze sfocate, simili a spettri che attraversano silenziosamente il tempo e i luoghi della routine. Queste immagini non intendono evocare timore, bensì invitano a una riflessione profonda e a un’osservazione attenta dei dettagli nascosti nella realtà di tutti i giorni.
Nelle strade, nei vicoli illuminati da luci fioche, la vita quotidiana si dissolve in un eterno istante di attesa. Scandiano, con archi antichi, piazze silenziose e
riflessi su vetri, diventa palcoscenico di questa narrazione: ombre di passanti sfrecciano come echi del passato, sottopassi luminosi rivelano presenze evanescenti. Ogni foto è un invito a scrutare oltre la superficie, scoprendo nei dettagli urbani la poesia della stasi.
Realizzato con tecniche che enfatizzano movimento e stratificazione temporale, riflette la condizione umana in spazi familiari ma alienanti. Presentato a
Fotografia Europea 2026 a Scandiano, offre una prospettiva personale su stasi e attesa.
Wolmer Finotelli “La memoria delle stanze”
Le case conservano tracce.
Oggetti lasciati, sedie spostate, una bicicletta appoggiata al muro, un interruttore che non accende più nulla.
Tutto sembra sospeso in un tempo che continua a scorrere senza i suoi abitanti.
Questo progetto nasce dall’osservazione di luoghi domestici apparentemente vuoti, ma ancora attraversati da presenze invisibili. Non fantasmi nel
senso tradizionale, ma residui di gesti, abitudini e vite quotidiane.
La fotografia diventa uno strumento di ascolto: registra il silenzio degli oggetti e la memoria degli spazi. Le inquadrature,
spesso statiche e minimali, lasciano emergere dettagli che normalmente sfuggono allo sguardo — una corda annodata, una porta socchiusa, una
stanza che sembra attendere qualcuno.
In queste immagini il tempo non è lineare: passato e presente convivono nello stesso spazio. L’assenza diventa una forma di presenza.
I “fantasmi” del quotidiano sono ciò che rimane dopo il passaggio umano: piccole tracce che trasformano luoghi ordinari in territori della memoria.
Orari di apertura
Lunedì
h24
Martedì
h24
Mercoledì
h24
Giovedì
h24
Venerdì
h24
Sabato
h24
Domenica
h24
Date di apertura
30 aprile-14 giugno
indirizzo & Contatto
Spazio
Via Vallisneri 1
42019 Scandiano RE




