"Archeologia di Strage"
In occasione del 35° anniversario della strage del Moby Prince, questa installazione si configura come un atto di memoria documentale, frutto di un processo creativo partecipato. In casi come questo, o come quello di Ustica, l’archeologia si costruisce lentamente, riportando alla luce e documentando materiali di diversa matrice, attraversati dai risultati di dinamiche collettive più contemporanee. Ne nasce un archivio fluido, dove ricordi e materiali ordinari si trasformano in testimonianza, diventando memoria intima e collettiva.
Nella notte del 10 aprile 1991, il traghetto Moby Prince, partito da Livorno alla volta di Olbia, collise con la petroliera Agip Abruzzo al largo del porto labronico. Di 141 persone a bordo, 140 persero la vita in un incendio prolungato che durò oltre otto ore, avvolgendo la nave in un inferno di fiamme e fumo. L’ipotesi ufficiale iniziale di morti rapide per ustioni si sgretola dinanzi a evidenze visive inconfutabili: molti oggetti personali sopravvivono intatti, rivelando che un gran numero delle vittime resse per ore, soccombendo al calore asfissiante.
I materiali esposti trascendono la mera cronaca per assumere un profondo valore documentale e artistico. Le fotografie autentiche in bianco e nero del 1991, tratte dall’archivio livornese dell’Associazione 140, catturano l’urgenza del trauma e la tenace ricerca di verità. Una serie di oggetti quotidiani – rinvenuti per caso in una scatola di cartone dimenticata negli archivi della Polizia – è stata immortalata quasi 30 anni dopo i fatti, a fine 2020, in compagnia di Loris Rispoli. Questi reperti non sono reliquie passive: la loro conservazione sfida le ricostruzioni ufficiali, evocando la normalità profana di un viaggio familiare e ridestando il peso etico di 140 esistenze interrotte.
La mostra dilata questo dialogo tra tempo e materia con opere già protagoniste di installazioni commemorative. È il caso delle 140 buste vuote per documenti, una per ciascuna vittima: contenitori di assenza come simbolo di quel diritto inevaso a una memoria nominata e a una giustizia sostanziale.
Familiari, cittadine e militanti, catalizzate da documenta, forgiano un’arte della resistenza, dove immagini, parole ed oggetti interpellano il visitatore, esigendo riconoscimento e riparazione. Non monito, ma chiamata verso una memoria presente.
documenta_Livorno
Orari di apertura
Lunedì
Chiuso
Martedì
Chiuso
Mercoledì
Chiuso
Giovedì
30 aprile 17-22
Venerdì
1 maggio 10/22
8, 15 maggio 10/21
Sabato
2 maggio 10/22
9, 16 maggio 10/21
Domenica
3, 10, 17 maggio 10/20
Date di apertura
30 Aprile-17 maggio
indirizzo & Contatto
Spazio
Spazio
Via Farini 1/L
42121 Reggio Emilia








