"44.48 N, 11.31 E"
44.48 N, 11.31 E
Nel 2009 Johan Rockström definì i confini planetari oltre i quali i sistemi terrestri diventano instabili.
L’esondazione del Ravone del 2024 in via Zoccoli a Bologna, rende tangibile il superamento di quei limiti. Il fango e l’acqua ridefiniscono il confine domestico tra interno ed esterno. Il progetto abita quella tensione: intimo e concettuale, personale e collettivo. Non è cronaca del disastro ma anatomia di una vulnerabilità condivisa. Tra il fango, riemergono delle diapositive senza nome. Appaiono come fantasmi del quotidiano — frammenti di vite ordinarie che la catastrofe ha restituito in superficie, memoria collettiva senza più un corpo che la reclami. Questi fantasmi ricordano l’urgenza della crisi climatica, che attraversa gli spazi ordinari della vita quotidiana.
Orari di apertura
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30 Aprile- 09 maggio
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