"Prima che scompaia"

L’immagine mostra bambini che giocano.
Il gesto dell’infanzia — una verticale, un movimento spontaneo, il corpo capovolto — viene attraversato da una seconda presenza: un volto che emerge come un’eco luminosa, quasi un’apparizione. La sovrapposizione crea una frattura temporale. Non siamo più solo nel presente del gioco, ma in uno spazio in cui memoria e attualità coesistono.

La doppia esposizione agisce come metafora visiva della memoria: ciò che è stato non è completamente dissolto, ma resta impresso, trasparente e insistente. I bambini diventano figure sospese, quasi attraversate da una presenza invisibile — forse un ricordo, forse una proiezione futura...

Attraverso la tecnica della doppia esposizione, ogni fotografia unisce un gesto quotidiano (giocare, correre, aspettare, guardare fuori da una finestra) con un elemento fantasmatico: un volto, un dettaglio architettonico, un frammento di paesaggio, un’ombra.

In questo lavoro il fantasma non è una figura esterna, ma una condizione temporale: è il tempo stesso che attraversa il quotidiano.
* La silenziosa durata della memoria: ciò che sembra svanire non scompare del tutto, ma resta come impronta trasparente.
* Il passato che respira nel presente: l’infanzia diventa luogo emblematico in cui il tempo è ancora fluido, aperto, poroso.

L’immagine mostra bambini che giocano.
Il gesto dell’infanzia — una verticale, un movimento spontaneo, il corpo capovolto — viene attraversato da una seconda presenza: un volto che emerge come un’eco luminosa, quasi un’apparizione. La sovrapposizione crea una frattura temporale. Non siamo più solo nel presente del gioco, ma in uno spazio in cui memoria e attualità coesistono.

La doppia esposizione agisce come metafora visiva della memoria: ciò che è stato non è completamente dissolto, ma resta impresso, trasparente e insistente. I bambini diventano figure sospese, quasi attraversate da una presenza invisibile — forse un ricordo, forse una proiezione futura...

Attraverso la tecnica della doppia esposizione, ogni fotografia unisce un gesto quotidiano (giocare, correre, aspettare, guardare fuori da una finestra) con un elemento fantasmatico: un volto, un dettaglio architettonico, un frammento di paesaggio, un’ombra.

In questo lavoro il fantasma non è una figura esterna, ma una condizione temporale: è il tempo stesso che attraversa il quotidiano.
* La silenziosa durata della memoria: ciò che sembra svanire non scompare del tutto, ma resta come impronta trasparente.
* Il passato che respira nel presente: l’infanzia diventa luogo emblematico in cui il tempo è ancora fluido, aperto, poroso.

L’immagine mostra bambini che giocano.
Il gesto dell’infanzia — una verticale, un movimento spontaneo, il corpo capovolto — viene attraversato da una seconda presenza: un volto che emerge come un’eco luminosa, quasi un’apparizione. La sovrapposizione crea una frattura temporale. Non siamo più solo nel presente del gioco, ma in uno spazio in cui memoria e attualità coesistono.

La doppia esposizione agisce come metafora visiva della memoria: ciò che è stato non è completamente dissolto, ma resta impresso, trasparente e insistente. I bambini diventano figure sospese, quasi attraversate da una presenza invisibile — forse un ricordo, forse una proiezione futura...

Attraverso la tecnica della doppia esposizione, ogni fotografia unisce un gesto quotidiano (giocare, correre, aspettare, guardare fuori da una finestra) con un elemento fantasmatico: un volto, un dettaglio architettonico, un frammento di paesaggio, un’ombra.

In questo lavoro il fantasma non è una figura esterna, ma una condizione temporale: è il tempo stesso che attraversa il quotidiano.
* La silenziosa durata della memoria: ciò che sembra svanire non scompare del tutto, ma resta come impronta trasparente.
* Il passato che respira nel presente: l’infanzia diventa luogo emblematico in cui il tempo è ancora fluido, aperto, poroso.

 

L’immagine mostra bambini che giocano.
Il gesto dell’infanzia — una verticale, un movimento spontaneo, il corpo capovolto — viene attraversato da una seconda presenza: un volto che emerge come un’eco luminosa, quasi un’apparizione. La sovrapposizione crea una frattura temporale. Non siamo più solo nel presente del gioco, ma in uno spazio in cui memoria e attualità coesistono.

La doppia esposizione agisce come metafora visiva della memoria: ciò che è stato non è completamente dissolto, ma resta impresso, trasparente e insistente. I bambini diventano figure sospese, quasi attraversate da una presenza invisibile — forse un ricordo, forse una proiezione futura...

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In questo lavoro il fantasma non è una figura esterna, ma una condizione temporale: è il tempo stesso che attraversa il quotidiano.
* La silenziosa durata della memoria: ciò che sembra svanire non scompare del tutto, ma resta come impronta trasparente.
* Il passato che respira nel presente: l’infanzia diventa luogo emblematico in cui il tempo è ancora fluido, aperto, poroso.

 

Orari di apertura

Lunedì

Chiuso

Martedì

Chiuso

Mercoledì

Chiuso

Giovedì

30 aprile 18:00/20:00

Venerdì

1 maggio 10:00/22:00

Sabato

2 maggio 10:00/22:00

Domenica

3 maggio 10:00/19:00

Date di apertura
30 Aprile- 3 Maggio

indirizzo & Contatto

Androne

Via Roma 49
42121 Reggio Emilia RE

Email

fedefrik@gmail.com