Concept 2020

FANTASIE 

Narrazioni, regole, invenzioni

La fantasia è la facoltà più libera delle altre, essa infatti può anche non tener conto della realizzabilità o del funzionamento di ciò che ha pensato. È libera di pensare qualunque cosa, anche la più assurda, incredibile, impossibile. L’invenzione usa la stessa tecnica della fantasia, cioè la relazione fra ciò che si conosce, ma finalizzandola a un uso pratico”. Bruno Munari

 

A 100 anni dalla nascita di Loris Malaguzzi e Gianni Rodari, che della fantasia e della creatività hanno fatto la cifra della loro carica innovativa, Fotografia Europea intende portare il suo contributo, dal punto di vista della narrazione e del pensiero immaginativo.

 

Fantasie. Narrazioni, regole, invenzioni: ovvero la creatività è un gioco serio. E’ questo il tema dell’edizione 2020 di Fotografia Europea, curata dal Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani – composto da Marco Belpoliti, Vanni Codeluppi, Marina Dacci, Marzia Faietti, Walter Guadagnini, Gerhard Wolf – sotto la direzione artistica di Walter Guadagnini.

La fantasia è motore creativo anche dell’immagine fotografica, da sempre collegata istintivamente alla riproduzione fedele, realista della realtà, e invece capace delle più sfrenate fantasie, come insegna tutta la sua storia, e quella recente in particolare.

 

La fotografia nasce sì in pieno positivismo, ma sempre accompagnata da un alone di magia, ed è comunque figlia anche di quella cultura romantica che aveva dato vita ai quadri e ai pensieri visionari dei cosiddetti “pittori dell’immaginario”. È in questo giro d’anni che s’afferma l’idea di una centralità del fantastico all’interno del processo creativo, come dimostra anche la diffusione di una letteratura di genere che, oltre ad avere dato vita a capolavori assoluti della narrativa mondiale – i racconti di E.T.A.Hoffman, di Theophile Gautier, di E.A.Poe, tra i tanti – è servita “a mettere in discussione i rapporti che si costituiscono, in ogni epoca storica, fra paradigma di realtà, linguaggio e le nostre strategie di rappresentazione”, come ha scritto Remo Ceserani.

Una remise en question che è tra le caratteristiche primarie della fotografia e che non a caso giungerà poi alla sua manifestazione estrema nel surrealismo, movimento all’interno del quale la fotografia assume un ruolo centrale proprio per la sua capacità di far dialogare i diversi livelli, cognitivi e interpretativi, della realtà e del sogno.

 

Fantasia, dunque, come capacità di porre in relazione, che ha le sue tecniche, la sua grammatica, e dunque le sue regole (e la trasgressione che ne consegue). Sono le regole a rendere comunicabile ciò che la fantasia elabora, che ne permettono, la trasformazione in discorso e, infine in narrazione.

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