BIOGRAFIA | Autori No Place Like Home

Christopher Anderson
Canada, 1970

Christopher Anderson è nato in Canada nel 1970 ma è cresciuto in Texas. Nel 1999 riceve il suo primo riconoscimento per le fotografie scattate ad un gruppo di rifugiati haitiani che cercavano di raggiungere la costa americana a bordo di un’imbarcazione di fortuna. La barca affonda nel mare dei Caraibi prima di raggiungere la costa. Nel 2000 le immagini di quel viaggio vincono la Robert Capa Gold Medal e segnano la nascita di uno stile carico di emotività che da allora caratterizza la sua opera.
Christopher è l’autore di due monografie: Nonfiction, pubblicata nel 2003 e CAPITOLIO, pubblicata nel 2009 da RM e nominata uno dei migliori libri di fotografia del 2009/10 in occasione del Kassel Photo Book Festival in Germania. Il suo ultimo libro è SON, pubblicato da Kehrer Verlag nel 2013 mentre quest’anno uscirà STUMP, edizioni RM.
È Photographer in Residence del New York Magazine e vive a Brooklyn, New York.

 

Jonas Bendiksen
Norvegia,1977

Jonas Bendiksen è nato nel 1977 in Norvegia. Inizia la sua carriera a 19 anni come assistente presso l’ufficio Magnum di Londra, prima di partire per la Russia per seguire la sua aspirazione di fotoreporter. Inizia raccontando le storie di alcune frange della popolazione dell’ex Unione Sovietica, un progetto che viene pubblicato nel libro Satellites del 2006. Il suo lavoro di fotografo si focalizza sulle comunità isolate e sulle enclave della società, in Russia come altrove. Nel 2005, grazie ad un finanziamento della Alicia Patterson Foundation, inizia a lavorare a The Places We Live, un progetto sulla crescita delle bidonville in tutto il mondo dove la fotografia viene affiancata da video e registrazioni audio.
Bendiksen ha ricevuto numerosi premi tra i quali l’Infinity Award, conferitogli nel 2003 dall’International Center of Photography di New York. I suoi clienti del mondo dell’editoria includono il National Geographic, Geo, Newsweek, il Sunday Review dell’Independent, il Sunday Times Magazine, il Telegraph Magazine e la Rockefeller Foundation.

 

Bruce Gilden
Stati Uniti, 1946

Nato a Brooklyn, NY, nel 1946, Gilden inizia a lavorare al suo primo progetto fotografico a lungo termine nel 1969 a Coney Island (da cui il libro Coney Island, 2002) mentre dal 1975 al 1982 si dedica ad immortalare il martedì grasso di New Orleans.
Nel 1984, Bruce Gilden atterra per la prima volta ad Haiti dove tornerà per undici anni consecutivi. Nel 1996 il suo libro Haiti vince l’European Publishing Award for Photography. Dopo il terremoto del gennaio del 2010, Gilden visita Haiti altre tre volte dichiarando di voler “mantenere viva la speranza”.
Negli anni Gilden ha viaggiato a lungo lavorando su commissione e realizzando progetti fotografici in India, in Russia e in Romania, ma ritornando sempre sulle strade di New York, dove, dal 1981, lavora incessantemente. La sua opera raggiunge il livello più alto con la pubblicazione di Facing New York (1992) e di A Beautiful Catastrophe (2005).
Nel 1994 Gilden si trasferisce in Giappone dove inizia un progetto dedicato a un lato oscuro di questo paese: le immagini sulla Yakuza vengono pubblicate nel libro Go (2000).
Nel 2008 Gilden inizia a lavorare in Florida al primo segmento della serie dedicata alla preclusione del diritto di riscatto delle proprietà immobiliari in America: No Place Like Home. Continua il progetto a Detroit, Michigan (2009), a Fresno, California (2010), e a Reno e Las Vegas, Nevada (2011).
Bruce Gilden è entrato a far parte di Magnum Photos nel 1998. Nell’aprile 2013 ha ricevuto il John Guggenheim Fellowship.

 

Trent Parke
Australia, 1971

Trent Parke è nato nel 1971 e cresciuto a Newcastle, New South Wales. Inizia a fotografare a 12 anni con la Pentax Spotmatic della madre usando la lavanderia di casa come camera oscura. Oggi Parke è l’unico fotografo australiano ad essere rappresentato da Magnum. Nel 2003, Parke percorre circa 90.000 km all’interno del suo paese insieme alla moglie, la fotografa Narelle Autio. Così nasce Minutes to Midnight, la raccolta di fotografie di questo viaggio, un ritratto a volte inquietante dell’Australia del ventunesimo secolo, un racconto che mostra i paesaggi ma anche l’aridità dell’entroterra o la caotica e malinconica vitalità delle più remote città aborigene. Per questo progetto riceve il W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography.
Trent Parke è stato insignito di numerosi premi e ha pubblicato tre libri: Dream/Life nel 1999,The Seventh Wave insieme a Narelle Autio nel 2000 e Bedknobs and Broomsticks nel 2010. Recentemente Steidl ha pubblicato Minutes to Midnight e Christmas Tree Bucket. Le sue opere sono state esposte in numerose occasioni. Nel 2006 la National Gallery of Australia ha acquistato l’intera esposizione di Minutes to Midnight.

 

Martin Parr
Inghilterra,1952

Martin Parr è nato a Epsom, nel Surrey (UK), nel 1952. Il suo interesse per la fotografia è stato incoraggiato dal nonno, George Parr, un appassionato fotografo non professionista. Dal 1970 al 1973 ha studiato fotografia al Manchester Polytechnic e da allora ha lavorato a numerosi progetti fotografici. È entrato nella Magnum Photos nel 1994. Recentemente ha sviluppato un interesse per il video e si è confrontato con la fotografia di moda e la pubblicità.
I suoi lavori sono stati esposti in tutta Europa e hanno ottenuto numerosi riconoscimenti.
Martin Parr è stato curatore dei Rencontres D’Arles nel 2004. Ha inoltre curato l’esposizione New Typologies nell’ambito del New York Photo Festival del 2008, e la Brighton Photo Biennial del 2010.
Si è conquistato una reputazione internazionale per la sua concezione innovativa dell’immagine, il suo approccio indiretto al documentarismo sociale e il suo contributo alla cultura fotografica del Regno Unito oltre che internazionale.

 

Jacob Aue Sobol
Danimarca, 1976

Jacob Aue Sobol è nato a Copenhagen, nel 1976. Dopo avere studiato all’European Film College viene ammesso alla scuola di arte fotografica Fatamorgana. Qui sviluppa una passione per la fotografia in bianco e nero caratterizzata da uno stile espressivo e unico.
Nell’autunno del 1999 si trasferisce a Tiniteqilaaq, sulla costa orientale della Groenlandia. Nei tre anni successivi vive principalmente in questo paese insieme a Sabine, la sua compagna groenlandese, dedicandosi alla pesca e alla caccia senza però abbandonare la fotografia.
Nell’estate del 2005 Jacob si reca in Guatemala con una troupe cinematografica per lavorare a un documentario su una ragazza di origine Maya. L’anno seguente ritorna sulle montagne del Guatemala dove conosce la famiglia indigena Gomez-Brito e qui si ferma un mese per raccontare la storia della loro vita quotidiana.
Nel 2006 si trasferisce a Tokyo e nei successivi due anni lavora ad un progetto fotografico che viene pubblicato nel volume I, Tokyo. Dal 2008 Jacob lavora tra Bangkok e Copenhagen.
Jacob Aue Sobol ha vinto numerosi premi e pubblicato in vari paesi.

 

Mikhael Subotzky
Sudafrica, 1981

Mikhael Subotzky è nato nel 1981 a Città del Capo, Sud Africa, e vive attualmente a Johannesburg.
Le opere fotografiche e i video di Subotzky combinano la franchezza dei documentari sociali con un interrogativo sulla natura e la politica di questi mezzi.
Il suo lavoro indaga le strutture della narrativa e della rappresentazione, così come la relazione tra la narrativa sociale e la poetica formale della realizzazione delle immagini.
Negli ultimi otto anni il suo lavoro ha indagato le carceri sudafricane, la cittadina di Beaufort West e Ponte City, un edificio emblematico di Johannesburg.
Le opere di Subotzky sono state esposte nelle maggiori gallerie e nei più famosi musei del mondo e le sue stampe si trovano nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, al Victoria and Albert Museum di Londra, alla South African National Gallery di Città del Capo e alla Johannesburg Art Gallery. Tra i recenti premi e riconoscimenti si annoverano lo Standard Bank Young Artist Award nel 2012, il Discovery Award in occasione del festival Rencontres de la Photographie Arles del 2011, l’Oskar Barnack Award del 2009, il W. Eugene Smith Memorial Grant del 2008, e il KLM Paul Huf Award del 2007.
La sua prima monografia, Beaufort West, è stata pubblicata da Chris Boot Publishers, in seguito soggetto della mostra del 2008 presso il Museum of Modern Art di New York dal titolo New Photography: Josephine Meckseper and Mikhael Subotzky. Retinal Shift è stato pubblicato da Steidl nel 2012 per accompagnare l’omonima mostra itinerante esposta presso varie istituzioni pubbliche, tra cui la South African National Gallery.

 

Patrick Zachmann
Francia, 1955

Patrick Zachmann è un fotografo freelance dal 1976 ed è entrato a far parte di Magnum Photos nel 1985. Ha lavorato con dedizione a progetti a lungo termine sull’identità culturale, la memoria e l’immigrazione di diverse comunità.
Dal 1982 al 1984 si è dedicato sia ad un progetto sui paesaggi stradali che alle sfide che l’integrazione presentava ai giovani immigrati dei quartieri settentrionali di Marsiglia. Nel 1982 si è immerso nel mondo violento della polizia di Napoli e della Camorra, un’esperienza dalla quale è nato un libro.
Per i sei anni successivi, Patrick Zachmann ha continuato il suo lavoro sulla diaspora cinese in tutto il mondo, mentre tra il 1996 e il 1998 ha diretto il cortometraggio La Mémoire de Mon Père, seguito dal primo lungometraggio Allers-retour: Journal d’un Photographe.
Nel 2006 inizia un nuovo lavoro dal titolo Chinese confusion e lo stesso anno dirige un lungometraggio dal titolo Bar Centre des Autocars in cui racconta i destini di dieci giovani che aveva conosciuto e fotografato vent’anni prima nei quartieri più poveri di Marsiglia.
Il suo nuovo progetto Mare Mater, che unisce video e fotografia, è stato esposto per la prima volta al Museo Mucem di Marsiglia nel 2013. Il progetto tratta il tema del distacco dei giovani immigrati clandestini provenienti dal Nord Africa dalle loro madri e, allo stesso tempo, racconta la storia della madre del fotografo emigrata settanta anni fa dall’Algeria alla Francia.