Weegee

Line-Up for Night Court, ca. 1941, Gelatin silver print © Weegee/International Center of Photography

Line-Up for Night Court, ca. 1941, Gelatin silver print © Weegee/International Center of Photography

Murder Is My Business

curated by Brian Wallis
the show is produced by Fondazione Palazzo Magnani
in partnership with International Center of Photography of New York and GAMM Giunti

times and locations

Palazzo Magnani
corso Garibaldi, 29
42121 Reggio Emilia

friday 3rd may open from 9 pm to midnight; saturday 4th and sunday 5th may from 10 am to 11 pm; from 7th may to 23th june open from 10 am to 01 pm and from 3.30 pm to 7 pm, saturday and holidays from 10 am to 7 pm. From 25th june to 14th july open from 4 pm to 11 pm; closed on monday

map

Le ambientazioni notturne e i soggetti richiamano inevitabilmente alla memoria le immagini di molti film americani degli anni Quaranta e Cinquanta, in particolare il filone poliziesco di quel periodo, ma quella che vediamo alla galleria Photology di Milano è invece autentica vita vissuta: sono le foto di Weegee, al secolo Arthur Fellig, un mito della fotografia americana d’azione e di strada.

Arrivato a New York ancora bambino con la famiglia d’origine ebraica, emigrata dall’Austria in cerca di miglior fortuna, Usher (registrato poi all’ufficio immigrazione americano come Arthur) scopre ben presto le durezze di quella realtà urbana, che diverrà protagonista assoluta delle sue fotografie.
Gli anni di miseria vissuti insieme ai suoi nel quartiere di Lower East Side, l’abbandono precoce degli studi per aiutare la famiglia a sbarcare il lunario, l’arrabattarsi fra mille lavori diversi, lo portano quasi naturalmente ad avvicinarsi alla fotografia attraverso il mondo del crimine; “Il crimine era la mia ostrica perlifera”, ebbe a dire in seguito.

Diventa un “personaggio”: gli occhi scuri in perpetuo movimento, i capelli arruffati e troppo lunghi, gli abiti stazzonati con le tasche sformate da pellicole ed obiettivi, la macchina fotografica sempre in mano e un mozzicone di sigaro in bocca.

E’ fotografo freelance, dopo anni di collaborazione all’United Press International Photos nelle vesti di stampatore, e sceglie come postazione strategica il quartier generale della Polizia di Manhattan (più tardi otterrà addirittura il permesso di installare sulla sua auto una radio della polizia) per accorrere sempre fra i primi sul luogo di ogni delitto. Le sue foto ritraggono i luoghi e i protagonisti della vita di strada, le loro tragedie e miserie, ma anche i loro momenti d’intimità e di svago, con curiosità e partecipazione, e con un profondo senso della teatralità in immagini altrimenti troppo crude.

La mostra ci propone così, attraverso le Vintage Prints dello stesso Weegee (spesso riportanti annotazioni di suo pugno) un perfetto spaccato della realtà quotidiana newyorchese di quel periodo, fatta anche di personaggi emergenti come Frank Sinatra e Louis Armstrong.

Accanto ad esse costituiscono un particolare contrappunto le immagini dei più celebri paparazzi italiani della Dolce Vita (Tazio Secchiaroli, Franco Pinna, Pierluigi Praturlon, Lino Nanni), istantanee della realtà italiana degli anni del boom economico, e del suo ideale di vita “by night”, che trovava spunti nelle trame del cinema americano.

[nggallery id=10]

biography