MOSTRE | Carla Cerati

Senza titolo (Milano. Antonio Gades in camerino dopo lo spettacolo), s.d. (aprile 1969), stampa fotografica in bianco e nero su carta al bromuro d’argento © Carla Cerati

Senza titolo (Milano. Antonio Gades in camerino dopo lo spettacolo), s.d. (aprile 1969), stampa fotografica in bianco e nero su carta al bromuro d’argento © Carla Cerati

guardare la metamorfosi

mostra a cura di Sandro Parmiggiani

Carla Cerati è nata a Bergamo nel 1927; vive e lavora a Milano dal 1951. Inizia a fotografare alla fine degli anni Cinquanta, ritraendo le prove di uno spettacolo teatrale di Franco Enriquez al Teatro Manzoni. ‘Fotografare’, dice la Cerati, ‘ha significato la conquista della libertà e anche la possibilità di trovare risposte a domande semplici e fondamentali: chi sono e come vivono gli altri?’ Questa curiosità, questa esigenza di documentare una società che cambia, in tutte le sue manifestazioni, ciò che in essa sta germinando e ciò che è destinato a scomparire, spiegano molti dei temi cui Carla si dedicherà. Mentre fotografa genti e persone in varie parti d’Italia, la Cerati non può fare a meno di documentare i diversi paesaggi che incontra, mentre a Milano, frequentando gli incontri culturali alla Libreria Einaudi, ritrae scrittori, architetti, artisti, musicisti, e comincia a realizzare una serie di studi sul nudo femminile. Nel 1966 è a Firenze a documentare l’alluvione; nel 1968 entra in alcuni ospedali psichiatrici e pubblica un libro, da lei firmato assieme a Berengo Gardin,  che, rivelando le sofferenze terribili delle persone ricoverate nei manicomi, svolge un ruolo fondamentale nel mutamento della coscienza collettiva. Continua a interessarsi al teatro (il Living Theatre), alla danza (Antonio Gades), alle posizioni assunte dal corpo nudo di una donna (Valeria Magli) mentre danza; nei primi anni Settanta documenta il mondo milanese dei cocktail party; fotografa la contestazione studentesca e le lotte operaie, i processi (tra i quali quello ‘Calabresi-Lotta Continua’). Si dedica, a partire dagli anni Ottanta, alla fotografia delle nuove architetture, ennesima manifestazione di un paesaggio che cambia. Dal 1973, Carla Cerati ha affiancato all’attività di fotografa quella di scrittrice, pubblicando vari romanzi, spesso finalisti ai Premi Strega e Campiello. Il suo ultimo romanzo, L’eredità, esce in questo mese di marzo da Marsilio. La mostra di Carla Cerati ai Chiostri di San Domenico, a cura di Sandro Parmiggiani, presenta cento immagini, realizzate nel corso di cinquant’anni, che documentano il suo intero percorso di fotografa, sempre svolto all’insegna di una passione e di una sensibilità estrema per le cose, per i volti, per i corpi che ha incontrato nel cammino della sua vita.

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APPROFONDIMENTI

La ricerca fotografica è in grado di aiutarci ad avere un atteggiamento critico nei confronti della “società dello spettacolo”? Proprio perchè la nostra …
leggi l’intervista completa a Sandro Parmiggiani

BIOGRAFIA

Nata a Bergamo nel 1927 Carla Cerati è una fotografa e scrittrice italiana. Si avvia alla professione nel 1960 come fotografa di scena, allargando poi la sua sfera d’interessi al reportage sulle più varie sfere sociali, includendo le trasformazioni del paesaggio urbano. Nel corso degli anni dedica particolare attenzione al ritratto, ai giovani, agli intellettuali, agli emarginati. Esordisce come narratrice nel 1973 presso Einaudi con Un amore fraterno, finalista al Premio Strega. Da allora pubblica numerosi romanzi, tradotti in diverse lingue, che le procurano un affezionato pubblico. È da tempo una figura di fondamentale importanza nel panorama della fotografia italiana e internazionale e nel mondo culturale degli ultimi decenni. Vive e lavora a Milano.

INFO SEDE

Chiostri di San Domenico
via Dante Alighieri, 11
42121 Reggio Emilia

venerdì 3 maggio aperto dalle 18.30 alle 24.00; sabato 4 e domenica 5 maggio dalle 10.00 alle 24.00; dal 6 maggio al 16 giugno aperto venerdì dalle 19.00 alle 23.00; sabato dalle 10.00 alle 23.00, domenica dalle 10.00 alle 21.00

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