{"id":5184,"date":"2026-03-10T12:27:29","date_gmt":"2026-03-10T11:27:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/?post_type=avada_portfolio&#038;p=5184"},"modified":"2026-03-11T12:27:39","modified_gmt":"2026-03-11T11:27:39","slug":"luigi-veronesi","status":"publish","type":"avada_portfolio","link":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/mostre\/luigi-veronesi\/","title":{"rendered":"Luigi Veronesi"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background hundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling fusion-animated\" style=\"--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-top:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-padding-top-medium:0%;--awb-padding-right-medium:0px;--awb-padding-bottom-medium:0%;--awb-background-color:var(--awb-color1);--awb-flex-wrap:wrap;\" data-animationType=\"fadeIn\" data-animationDuration=\"0.4\" data-animationDelay=\"0.2\" data-animationOffset=\"top-into-view\" ><div class=\"fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-stretch fusion-flex-justify-content-center fusion-flex-content-wrap\" style=\"width:104% !important;max-width:104% !important;margin-left: calc(-4% \/ 2 );margin-right: calc(-4% \/ 2 );\"><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_3_4 3_4 fusion-flex-column fusion-flex-align-self-flex-start\" style=\"--awb-bg-color:rgba(255,255,255,0);--awb-bg-color-hover:rgba(255,255,255,0);--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:75%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:2.56%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:2.56%;--awb-width-medium:75%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:2.56%;--awb-margin-bottom-medium:0px;--awb-spacing-left-medium:2.56%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\" data-scroll-devices=\"small-visibility,medium-visibility,large-visibility\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-space-between fusion-content-layout-column\"><div class=\"fusion-text fusion-text-1 fusion-text-no-margin\" style=\"--awb-margin-bottom:1rem;\"><h2>Luigi veronesi: sperimentazioni fotografiche<\/h2>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-2\"><p>L\u2019esposizione di Luigi Veronesi intende presentare la parte dedicata alla ricerca e alla grafica legata\u00a0 all\u2019editoria fotografica della collezione di Liliana Dematteis donata alla Fototeca della Biblioteca Panizzi.<br \/>\nLa mostra si snoda tra i numerosi percorsi di ricerca che l\u2019autore ha intrapreso durante la sua carriera di pittore, illustratore, grafico, scenografo e fotografo a partire dal 1936 agli anni cinquanta del novecento.<br \/>\nL\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019esperienza di Luigi Veronesi nell\u2019arte italiana e in quella europea, \u00e8 quella di aver saputo coniugare la pittura e la fotografia come linguaggi complementari e non antagonisti nel campo della pratica artistica. Il tema principale della sua ricerca \u00e8 stato quello dello spazio, uno spazio difficile da catturare e quindi da descrivere. La sua ricerca antesignana rispetto alla realt\u00e0 artistica italiana ha spaziato verso le ricerche di Man Ray, Moholy-Nagy, El Lissitzkij e Rod\u010denko.<br \/>\nLa collezione di Liliana Dematteis costituita da fotografie, bozzetti grafici, libri d\u2019artista, manuali di tecnica fotografica e cinematografica da lui progettati graficamente, permettono di apprezzare pienamente l\u2019idea di sperimentazione dell\u2019autore dove la luce, insieme allo spazio, diventano elementi essenziali per la nascita di nuove immagini. In mostra saranno esposte circa 50 fotografie astratte, i bozzetti fotografici di scena, gli esecutivi grafici delle copertine della rivista\u00a0<em>Ferrania<\/em>\u00a0e una trentina di volumi relativi alla fotografia e al linguaggio cinematografico di cui Veronesi ha progettato la grafica e l\u2019impaginato.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-text fusion-text-3\"><p>a cura di Liliana Dematteis e Laura Gasparini<\/p>\n<\/div><div class=\"accordian fusion-accordian\" style=\"--awb-border-size:0px;--awb-icon-size:22px;--awb-content-font-size:var(--awb-typography4-font-size);--awb-content-letter-spacing:var(--awb-typography4-letter-spacing);--awb-content-text-transform:var(--awb-typography4-text-transform);--awb-content-line-height:var(--awb-typography4-line-height);--awb-icon-alignment:left;--awb-hover-color:var(--awb-color2);--awb-border-color:var(--awb-color8);--awb-background-color:var(--awb-color2);--awb-divider-color:var(--awb-color5);--awb-divider-hover-color:var(--awb-custom_color_2);--awb-icon-color:var(--awb-color1);--awb-title-color:var(--awb-color8);--awb-content-color:var(--awb-color8);--awb-icon-box-color:var(--awb-color8);--awb-toggle-hover-accent-color:var(--awb-custom_color_2);--awb-toggle-active-accent-color:var(--awb-custom_color_2);--awb-title-font-family:&quot;Shentox Bold&quot;;--awb-title-font-weight:400;--awb-title-font-style:normal;--awb-title-font-size:22px;--awb-title-letter-spacing:0.08rem;--awb-title-line-height:1.35;--awb-content-font-family:var(--awb-typography4-font-family);--awb-content-font-weight:var(--awb-typography4-font-weight);--awb-content-font-style:var(--awb-typography4-font-style);\"><div class=\"panel-group fusion-toggle-icon-boxed\" id=\"accordion-5184-1\"><div class=\"fusion-panel panel-default panel-747ce766bc800e669 fusion-toggle-no-divider fusion-toggle-boxed-mode\" style=\"--awb-title-color:var(--awb-color8);--awb-content-color:var(--awb-color8);\"><div class=\"panel-heading\"><h2 class=\"panel-title toggle\" id=\"toggle_747ce766bc800e669\"><a aria-expanded=\"false\" aria-controls=\"747ce766bc800e669\" role=\"button\" data-toggle=\"collapse\" data-parent=\"#accordion-5184-1\" data-target=\"#747ce766bc800e669\" href=\"#747ce766bc800e669\"><span class=\"fusion-toggle-icon-wrapper\" aria-hidden=\"true\"><i class=\"fa-fusion-box active-icon awb-icon-minus\" aria-hidden=\"true\"><\/i><i class=\"fa-fusion-box inactive-icon awb-icon-plus\" aria-hidden=\"true\"><\/i><\/span><span class=\"fusion-toggle-heading\">Biografia<\/span><\/a><\/h2><\/div><div id=\"747ce766bc800e669\" class=\"panel-collapse collapse \" aria-labelledby=\"toggle_747ce766bc800e669\"><div class=\"panel-body toggle-content fusion-clearfix\">\n<p>Luigi Veronesi nasce a Milano nel 1908.<br \/>\nCompie studi tecnici e si perfeziona in disegno industriale per tessuti, ma contemporaneamente studia con il professor Violante, insegnante all\u2019Accademia Carrara di Bergamo, da cui apprende il mestiere di pittore. A met\u00e0 degli anni venti conosce Raffaello Giolli che lo introduce nel gruppo degli intellettuali che gravitano intorno alla rivista \u201cPoligono\u201d.<br \/>\nIntanto, grazie anche alla passione del padre, si occupa di fotografia sperimentando la tecnica off camera del fotogramma. Conosce in quegli anni Lazlo Moholy-Nagy ed il suo lavoro di sperimentazione globale sulla pittura, sulla fotografia, sul film; fin dal 1936 e parecchie volte a seguire, Veronesi lo riconoscer\u00e0 come suo maestro insieme a El Lissitsky e Kandinsky.<br \/>\nNel 1932 compie il suo primo viaggio a Parigi dove conosce Fernand Leger e Georges Vantongerloo; nel 1934 aderisce al gruppo francese di Abstraction-Creation e tiene la sua prima mostra di xilografie non figurative alla Galleria del Milione insieme a Joseph Alberts, partecipando in seguito alle collettive degli astratti italiani (Bogliardi, Fontana, D\u2019Errico, Ghiringhelli, Licini, Melotti, Reggiani e Soldati) che gravitavano intorno a quella galleria, da cui si allontana per motivi ideologici dopo la morte di Edoardo Persico, nel 1936.<br \/>\nNel 1939 realizza una mostra personale alla Galerie L\u2019Equipe di Parigi, ove espone alcuni dipinti realizzati su tela emulsionata con fotogrammi, tempere ed olii; le sperimentazioni intorno alla fotografia ed al fotogramma, lo portano all\u2019utilizzo di questo mezzo anche negli studi di scenografie e costumi per il teatro (collabora in quegli anni con il Teatro di Palcoscenico e numerose sono le scenografie per la regia di Paolo Grassi, Giorgio Strehler ed altri). Dal 1938 si occupa di cinema e realizza, a partire dall\u2019anno successivo numerosi film astratti, alcuni dei quali a colori, che ottiene dipingendo a mano la pellicola.<br \/>\nNel 1949 aderisce al\u00a0<em>Mac<\/em>, Movimento Arte Concreta partecipando da quell\u2019anno a tutte le mostre del gruppo e, a partire dagli anni cinquanta, si fa molto intensa la sua attivit\u00e0 espositiva, con il primo invito alla Biennale di Venezia del 1954, fino alla sala personale nell\u2019edizione del 1986.<br \/>\nVeronesi svolge anche, con passione, una intensa attivit\u00e0 didattica che lo vede docente molto amato ed ambito prima a Venezia al Corso Superiore di Industrial Design, poi all\u2019Accademia di Brera a Milano e infine alla Nuova Accademia di Milano.<br \/>\nGrandi retrospettive delle sue opere sono state tenute al Palazzo Reale di Milano, all\u2019Institut Matildenhohe di Darmstadt e poi allo Sprengel Musem di Hannover, al Museum Bochum e alla Stiftung fur konstruktive und konkrete kunst di Zurigo.<br \/>\nMuore a Milano nel 1998.<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><div class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_4 1_4 fusion-flex-column\" style=\"--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:25%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:7.68%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:7.68%;--awb-width-medium:25%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:7.68%;--awb-spacing-left-medium:7.68%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;\"><div class=\"fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column\"><div ><a class=\"fusion-button button-flat fusion-button-default-size button-custom fusion-button-default button-1 fusion-button-span-yes fusion-button-default-type\" 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11<\/p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":5185,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"portfolio_category":[60],"portfolio_skills":[],"portfolio_tags":[36],"class_list":["post-5184","avada_portfolio","type-avada_portfolio","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","portfolio_category-chiostri-di-san-domenico","portfolio_tags-36"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio\/5184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/avada_portfolio"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5184"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio\/5184\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5186,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/avada_portfolio\/5184\/revisions\/5186"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"portfolio_category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_category?post=5184"},{"taxonomy":"portfolio_skills","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_skills?post=5184"},{"taxonomy":"portfolio_tags","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fotografiaeuropea.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/portfolio_tags?post=5184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}