Viaggiatori, fotografi, collezionisti nell’Oriente di fine Ottocento.
Il tema guida di Fotografia europea 2013 è indagato anche da una mostra del tutto particolare proposta dalla Biblioteca Panizzi: Viaggiatori, fotografi, collezionisti nell’Oriente di fine Ottocento. Fotografie della collezione dell’ambasciatore Alberto e Maria Pansa alla Biblioteca Panizzi, a cura di Rossella Menegazzo, Laura Gasparini e Hiroshi Yano. La mostra propone all’attenzione del pubblico i quattro album fotografici dal titolo Turchia, Japan, China, Siam e una raccolta di immagini sciolte relative al Giappone della collezione di Maria Gigli Cervi Pansa (Parma, 1867- Cà del Vento, 1960) moglie dell’ambasciatore piemontese Alberto Pansa (Torino, 1844 – Roma, 1928) che, restituendo il gusto, la curiosità e l’attenzione verso quei paesi lontani, riportano a un’epoca in cui il sogno del futuro e del cambiamento si esprimeva attraverso collezioni di esotici paesaggi orientali, diversi, stranianti, tutti da scoprire. Il percprso
In esposizione i preziosi album fotografici dal titolo Turchia, con più di 100 fotografie al collodio di Callerio, Giappone, circa 120 albumine colorate all’anilina di Felice Beato, China, più di 80 fotografie all’albumina e cianotipi del viaggio di Maria Pansa, e Siam, album composto da 60 fotografie all’albumina di Lambert & C. e diverse realizzate dalla stessa Maria Gigli Cervi, nel contesto della collezione della famiglia Pansa che restituiscono il gusto, la curiosità e l’attenzione verso i diversi Paesi attraversati, oltre che uno sguardo su uno spaccato che rappresenta una più vasta cultura del viaggio e del collezionismo di fine Ottocento, di cui anche la fotografia fa parte.
Alberto Pansa, figlio di Giuseppe e della reggiana Caterina Pirondi, seguì la carriera diplomatica viaggiando in Europa e in Oriente. Trascorse gli ultimi anni della sua vita, con la moglie e la figlia a Cà del Vento sull’ Appennino reggiano, dove custodiva la sua ricca biblioteca, le fotografie e oggetti preziosi acquistati durante i suoi numerosi viaggi. La biblioteca e le fotografie sono conservate, per volere della moglie Maria Gigli Cervi vedova Pansa, alla Biblioteca Panizzi mentre gli oggetti sono depositati presso i Musei Civici di Reggio Emilia.
Maria Gigli Cervi fu autrice di un diario, pubblicato a cura di E. Serra nel 1992 dal titolo In viaggio con un’ambasciatrice. Ricordi e testimonianze dalla belle epoque, che costituisce una delle testimonianze più veritiere di un mondo élitario che andava più o meno inconsciamente verso la carneficina della prima guerra mondiale e all’avvento del Fascismo. Donna intelligente, curiosa e aperta verso le novità, Maria Gigli Cervi contribuì notevolmente alla prestigiosa carriera diplomatica del marito che seguì nei suoi viaggi e nei suoi lunghi soggiorni all’estero. Alberto Pansa fu inviato straordinario e ministro plenipotenziario a Il Cairo (1892), a Costantinopoli (1884-1885 e 1895-1901), a Budapest (1886-1889), a Pechino (1890-1893), a Londra (1901-1906) e a Berlino (1906-1913). Nel 1912 si dimise da Ambasciatore perché non condivideva le linee aggressive del ministro San Giuliano. Maria Gigli Cervi, appassionata d’arte e di fotografia, documentò il suo viaggio e soggiorno in Cina e a Costantinopoli, acquistò le fotografie di Felice Beato per arricchire la sua collezione e numerose porcellane cinesi. Durante il soggiorno a Londra, invece Alberto e Maria formarono una ricca biblioteca con importanti edizioni con dediche e autografi degli scrittori anch’essa conservata alla Biblioteca Panizzi.




