Autori dai 4 ai 14 anni

Il gioco degli autori è stato quello di ricostruire la bandiera italiana cercando negli oggetti quotidiani accostamenti cromatici che la rappresentano, o dove i tre colori, esplorati con percezioni sensibili, diventano immagine: il bianco “è un colore che aspetta”, viene cercato nella leggerezza, nei sapori, è luogo dell’immaginazione, abitato da improbabili/probabili abitanti attraverso l’utilizzo di strumentazioni in connessione tra loro e con la macchina fotografica, come la webcam e il microstereoscopio; il rosso è scoperto nelle labbra degli amici, nell’azione che produce guizzi, attorcigliamenti di una lunga striscia di lucida stoffa, nel rosso del vino che diventa liquido e si addensa in forme affascinanti; il verde prezioso, vitale, consegnato al battito delle ali di una verde farfalla o al processo di crescita di una pianta.

I ragazzi più grandi consegnano alla bandiera italiana le tracce cromatiche della realtà urbana. Anche loro, come i più piccoli, rileggono i luoghi attraverso uno sguardo minuzioso che scopre le piccole cose, le amplifica, le “sottrae all’indifferente”.

Mostra-atelier a cura di Reggio Children e Scuole e Nidi d’infanzia – Istituzione del Comune di Reggio Emilia, in collaborazione con Officina Educativa

La fotografa Rinko Kawauchi, nata a Shiga (Giappone) nel 1972, oggi vive e lavora a Tokyo. Nel 2001, pubblica simultaneamente tre libri fotografici: Utatane, Hanabi e Hanako editi da Little More, che fanno subito notizia nel mondo della fotografia in Giappone. Nel 2002, vince il prestigioso premio annuale Kimura Ihei, giunto alla 27° edizione, per due dei suoi libri, Utatane e Hanabi. Altre opere importanti di Rinko Kawauchi sono Aila (Foil 2004), The Eyes, The Ears e Cui Cui (Foil, 2005) e Illuminance (Aperture / Foil / Kehrer verlag / edizioni Xavier Barral / Postcart, 2011). Di recente, è stata insignita dell’autorevole premio Annual Infinity Award 2009 assegnato dall’International Center of Photography, USA, nella categoria Arte. Kawauchi ha esposto in numerose mostre, sia collettive che personali, in patria e all’estero. Tra le più importanti mostre personali si contano: 2005 Foundation Cartier pour l’art Contemporain, Parigi; 2006 The Photographers’ Gallery, Londra; 2007 AILA + The eyes, The ears, Hasselblad Centre, Göteborg; 2007 Semear Museu de Arte Moderna de Sao Paulo, San Paolo; 2008 Cui Cui The Vangi Sculpture Garden Museum, Shizuoka; 2011 Illuminance Gallery at Hermès, New York. Le mostre collettive di maggior rilievo includono: 2006 Collection of the Foundation Cartier pour l’art Contemporain, Museo di Arte Contemporanea, Tokyo; 2008 Blooming: Brazil-Japan Where You Are, Museo Municipale d’Arte Toyota, Aichi; Brighton Photo Biennial 2010 New Documents Brighton; Bye Bye Kitty!!! Between Heaven and Hell in Contemporary Japanese Art, Japan Society, New York; Le Mois de la Photo à Montréal. Il suo approccio unico teso a “ritrarre i sensi” e l’attenzione costante per i dettagli della vita quotidiana, il ciclo della vita e la sua transitorietà destano l’ammirazione degli amanti dell’arte in tutto il mondo.

La sua più recente mostra personale IlluminanceAmetsuchiSeeing Shadow (Tokyo Metropolitan Museum of Photography) ha riscosso un grande successo.

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c