SPECIALE DICIOTTOVENTICINQUE

MORPHING

TUTOR: Bartoli, Boni, Cicconi, Sassi

Per il secondo anno consecutivo inizia un’avventura.
Sessanta giovani, tra i 18 e i 25 anni, partecipano al Work Shop di Fotografia Europea, focalizzando la loro libera ricerca su un territorio d’indagine fortemente legato ai loro interessi e al loro universo.
In una serie d’incontri introduttivi e propedeutici alla ricerca e alla mostra, le ragazze e i ragazzi selezionati, divisi in quattro gruppi di ricerca, sono stati affidati a quattro autori–tutor: Alessandro Bartoli, Fabio Boni, Fabrizio Cicconi e Laura Sassi.
I quattro autori, dopo avere proposto immagini estratte dai loro portfoli e dalle loro ricerche più significative, hanno mostrato una scelta di fotografie di grandi maestri dell’immagine, per meglio avviare i ragazzi ad un metodo consapevole e rigoroso.

Nuovi modi, senza mode, di raccontare, con il linguaggio dei ragazzi, il tema del “cambiamento” e della fotografia come responsabilità.
Speciale diciottoventicinque, quest’anno, si concentra sui mutamenti, sulle metamorfosi del corpo come concezione (solo apparentemente) esteriore, in realtà sintomo di dirompenti cambiamenti etici. I ragazzi stanno fotografando le apparenze antropiche, le variazioni che esplodono attorno a loro e dentro di loro, in questo tempo bastardo.
I giovani di Speciale diciottoventicinque, con la supervisione dei quattro tutor, stanno tentando di spiegare il presente come loro lo vedono. Forse conoscono molto bene ciò che cambia e stupisce; sapranno comprendere la pelle che abitano, leggere un corpo, magari anche sottile, ma sincero, vibrante e sofferente di attese, dentro e fuori.
Forse solo i giovani colgono certe zone proibite della società, certi angoli delle loro vite invisibili a molti.
All’interno dei quattro gruppi, sono già emersi temi e stili che interpretano il Morphing del loro tempo, delle loro vene e della loro essenza profonda.
Ogni ragazzo sta individuando i possibili “corpi” d’indagine per il suo progetto che si intreccerà, dal tre di maggio, nell’installazione finale, con quello degli altri partecipanti.
Fotograferanno per cambiare; per esplorare nuove stanze, utilizzando nuovi supporti e prototipi espositivi ed editoriali, per “leggere” i volumi del mutamento.
Nella biblioteca micro-babelica di Speciale diciottoventicinque verrano stampati i simboli delle mutazioni contemporanee. Sui volumi della loro Encyclopédie, le nuove acqueforti digitali illumineranno t-shirt e accessori che comunicano disintegrazioni del cuore; mimiche facciali e posture; poltrone in attesa di abitanti finalmente diversi e onesti; piedi e mani, tatuaggi, piercing, segni dell’età, rughe d’espressione e del tempo che muta il nostro cuore, la nostra politica ed i nostri desideri.
Sfoglieremo le immagini dei giovani, le nuove metamorfosi dell’ingrassare e del dimagrire, del tagliarsi e del farsi male, alla ricerca di una identità provvisoria, di una scelta. Deraglieremo nelle carni che parlano. Fino all’ultima mutazione: il corpo che scompare, la sua assenza, l’ultimo metrò.
Speciale diciottoventicinque vuol rappresentare la vetrina di questa giovane comunità. Il progetto ci spalanca, anche quest’anno, la porta di un mondo, apre il varco di una mutazione che porta il marchio a fuoco dell’inesorabile responsabilità.

Sede

Chiostri di San Pietro, via Emilia San Pietro 44/C