Tre fotografi professionisti e cinquanta ragazzi dai 18 ai 25 anni per raccontare con le immagini cosa significa “vita comune” a quell’età.
Speciale diciottoventicinque è qualcosa di più e di diverso rispetto ad un classico corso di fotografia. Presupposto del progetto-laboratorio, diventato una mostra collettiva, è che l’idea sia più importante della tecnica.
Alessandro Bartoli, Fabio Boni e Fabrizio Cicconi sono i tre fotografi-tutor coinvolti dal Comune di Reggio Emilia, promotore dell’iniziativa. Bartoli è legato al bianco e nero e ad uno stile fortemente narrativo, Boni da sempre predilige il ritratto e la fotografia sociale, Cicconi, fin dall’inizio interessato all’immagine dell’uomo, ha lavorato con istituzioni culturali e gruppi musicali. Così diversi, ma anche così vicini, a partire dalla città d’origine, Reggio Emilia. Sono partiti da foto di grandi maestri, da spezzoni di film, da indicazioni su come nasce e si realizza un progetto fotografico. Incontro dopo incontro sono stati decisi i temi e selezionati i progetti da sviluppare ed ognuno dei ragazzi ha portato e valorizzato un argomento. C’è chi ha proposto un progetto sullo sport, chi sulla musica, chi sulla moda.
«È un’esperienza nuova e stimolante, si lavora in gruppo con l’idea di fare tesoro delle differenze di abitudini, di hobby, di studi e di lavoro per indagare tantissimi luoghi diversi» ha raccontato Fabio Boni. “I ragazzi sono stati molto attenti e bravi – ha spiegato Fabrizio Cicconi – hanno portato dei progetti interessanti e con idee abbastanza chiare”. “Avremo un grande affresco – ha detto Alessandro Bartoli – l’insieme di tante vite in comune, che forse è la cittadinanza, è l’esserci dai 18 ai 25, qua”.
La sede principale della mostra si trova ai Chiostri di San Pietro, ma ci sarà un allestimento speciale al Centro commerciale I Petali

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c