Thicker than water

Calcio, musica, società… quando si vuole cogliere qualcosa che fluttua nell’aria meglio fare un salto nel nord dell’Inghilterra. Famosa per i Red Devils del calcio, per i natali dati a leggendarie band (Joy Division, Smiths, Stone Roses, Oasis), per aver fatto da sfondo con le sue fabbriche tessili alle prime analisi sulla classe operaia di Karl Marx e Friedrich Engels, Manchester è oggi una metropoli che ha inteso le sfide della modernità come un incentivo al cambiamento. Da capitale dei comignoli fumanti e della più aspra working class si sta trasformando in un centro dell’industria innovativa: informatica, comunicazione, creatività. Questa fase eccitante è colta dall’obiettivo di Seba Kurtis (1974) con particolare riferimento al fenomeno delle migrazioni. Come in tutti i lavori di Kurtis, un tema che coinvolge moltitudini di individui diventa autobiografico: in fuga dal tracollo economico che mise in ginocchio l’Argentina nel 2001, il giovane fotografo di Buenos Aires conobbe direttamente l’esperienza della clandestinità.
Oggi, divenuto un “cittadino riconosciuto”, non ha dimenticato la propria storia e ne ripercorre luoghi e momenti: lo spaesamento iniziale, la “lotta” con le autorità, il cammino verso l’integrazione, la tensione dell’incontro tra culture differenti.
L’approccio di Kurtis annulla la distanza tra osservatore e osservati rendendo questa materia incandescente come lo è la vita di ogni giorno posta di fronte a scelte decisive.
Le fotografie in mostra fanno parte di un progetto su Manchester realizzato da Seba Kurtis appositamente per Fotografia Europea.

Sede

Galleria Parmeggiani
corso Cairoli, 2