Datazone

Il francese Philippe Chancel introduce un’altra variante dello straniamento che è quella del tempo, e più precisamente del ritardo, del dopo, e della lentezza, invece dell’evento, dell’istante e della rapidità del reportage.

Per il suo progetto Datazone è tornato sui luoghi già fortemente mediatizzati da caratteristiche o eventi accaduti che li hanno resi famosi, luoghi cioè che sono già diventati “immagini”, per riguardarli con occhio diverso.

E’ l’effetto globalizzazione: il potere autoritario e onnipresente della Corea del Nord, il capitalismo esasperato e quasi parodistico di Dubai, i luoghi di eventi e catastrofi di risonanza mondiale come Kabul, Fukushima, Port-au-Prince. Ri-guardarli dopo l’evento o secondo un altro tempo da quello turistico o sensazionalistico, significa farne emergere un senso diverso, un senso che rovescia il rapporto di realtà e rappresentazione, in cui cioè da “immagine” che essi erano diventati possono tornare ad essere reali.

Mostra a cura di Elio Grazioli

Nel corso degli ultimi vent’anni, la fotografia di Philippe Chancel ha esplorato quel territorio complesso, mutevole e fertile nel quale s’incontrano l’arte, il documentario e il giornalismo. Il suo è un lavoro in costante evoluzione, che riflette sulla valenza delle immagini quando vengono messe a confronto con ciò che costituisce l’“immagine” del mondo contemporaneo.

Nato nel 1959, Philippe Chancel vive e lavora a Parigi. Inizia molto giovane a interessarsi di fotografia. Si laurea in economia all’Università di Nanterre e consegue una specializzazione post-laurea in giornalismo presso il Cfpj di Parigi.

Le fotografie di Philippe Chancel sono state esposte in numerose mostre e pubblicate, sia in Francia che all’estero, su prestigiose testate. Tra le sue opere, ricordiamo Regards d’artistes ritratti di artisti contemporanei, Souvenirs, in collaborazione con Valérie Weill, una serie di scatti che ritraggono le grandi capitali (Parigi, Londra, New York, Tokyo, Bruxelles) viste attraverso le vetrine dei negozi e, infine, il progetto in Corea del Nord che gli è valso fama internazionale.

La serie DPRK, in cui Chancel offre una visione originale e rivelatrice della Corea del Nord, è stata esposta per la prima volta ai Rencontres d’Arles, in seguito al C/O Berlin e alla Photographers’ Gallery di Londra in occasione della mostra per il concorso di fotografia Deutsche Borse, in cui si è aggiudicata il premio del pubblico. Chancel è stato uno dei finalisti del Prix Pictet 2012 con la serie Fukushima. La raccolta di fotografie DPRK è stata pubblicata anche in forma di libro, edito da Thames and Hudson. Il suo Emirates project è stato presentato in anteprima alla 53° Biennale di Venezia nel padiglione dedicato ad Abu Dhabi, a cura di Catherine David, e ha fatto parte della mostra Dreamlands organizzata al Centre Pompidou a partire da maggio 2010, cui sono seguite molte altre esposizioni. Desert sprit pubblicato da Xavier Barral e Dubai pubblicato da be-pôles propongono le fotografie di questa serie su carta stampata. Workers Emirates, pubblicato da Bernard Chauveau Editeur, è l’ultima raccolta fotografica dell’autore.

Attualmente, Philippe Chancel sta lavorando a un nuovo progetto a lungo termine intitolato Datazone che vuole esplorare le mille sfaccettature del documentario, fotografando alcuni dei luoghi più singolari della terra che vengono spesso citati nei telegiornali o che, al contrario, non entrano mai nel radar dei media. Questa ricerca visionaria lo ha già portato da Port au Prince a Kabul passando per Fukushima, Barnaul, Astana e ben presto in Corea del Sud. Le opere di Chancel fanno parte di numerose collezioni pubbliche permanenti e collezioni private.

www.philippechancel.com

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c