Urban changing

Il mondo che si pensa come uno – globalizzato – non tende alla riduzione, ma alla convergente proiezione del tutto a dimensioni prodigiose. La metropoli dell’avvenire è un immenso conglomerato urbanistico attraversato dai flussi dell’informazione dove l’uomo diviene residuo, una nota a margine, attore non protagonista di una narrazione compiutamente inorganica.
Questi suggestioni animano il lavoro del tedesco Peter Bialobrzeski (1961). Il vincitore del World Press Photo Award nel 2003 ama avventurarsi nelle più grandi città del mondo alla ricerca dei segni di un futuro già in atto come se architetti e urbanisti fossero stati istruiti da scrittori di fantascienza come Philip K Dick e Ursula Le Guin. La mostra ospita fotografie provenienti da tre diversi progetti raccolti nel suo ultimo libro The Raw and the Cooked: Nail Houses, sugli edifici in demolizione che devono lasciare spazio a costruzioni più grandi e moderne, Lost in Transition, ricognizione sulle trasformazioni del paesaggio urbano mondiale, e Neon Tigers, sintesi immaginifica di sei megalopoli orientali, da Shangai a Jakarta. In queste ricerche multiple in cui si fondono denuncia e profezia vengono così poste le grandi questioni del presente: come preservare le qualità del particolare, vale a dire dell’umano? È possibile intendere la globalizzazione al di là del gigantismo?
In che modo le culture intaccano, modificano e disinnescano l’omogenizzazione planetaria?

Sede

Sinagoga
via dell’Aquila, 3/a