Bell’Italia
Scattate in tempi diversi e lungo tutta la penisola, le immagini di Bell’Italia sono state individuate da Simonazzi nel proprio archivio.
Il titolo proviene da un cartello stradale, ma il tono dell’intero progetto è dato da quelle immagini in cui la bandiera non appare nella sua fisicità, ma attraverso i tre colori che ad essa rimandano. Proprio in queste fotografie emerge la natura più autentica della poetica dell’autore. Dapprima si legge un brano di quella realtà quotidiana, all’apparenza banale; subito dopo l’occhio corre a cercare il perché di quella immagine all’interno di un progetto sul Tricolore.
L’autore trova il perfetto equilibrio tra casualità e costruzione, tra libertà d’ispirazione e adesione al tema. Simonazzi non costringe mai lo spettatore a una lettura univoca, ma lo invita, attraverso indizi disseminati nello spazio dell’inquadratura, a individuare i diversi livelli di senso dell’immagine, agendo come un innesco. Le fotografie riunite in questo ciclotoccano diverse tonalità, che vanno dall’affettivo all’ironico, dall’oggettività alla surrealtà, senza che nessuna
prevalga sull’altra, senza che vi sia alcuna volontà di fornire un unico punto di vista.
Le bandiere di Bell’Italia sono motivo unificante di un paesaggio, filo conduttore di una riflessione sul paese e sulla sua storia: la lettura delle fotografie si arresta qui, dove volontariamente si ferma Simonazzi, suggerendo con sapiente leggerezza altri possibili percorsi.
A cura di Walter Guadagnini




