Studio
Negli scatti di Roversi appare evidente fin da subito che la moda non è solo spettacolo, passerella, vetrina, look, prestanza, consumo, ma il segno stesso dei tempi, la funzione anzi del tempo, il confronto inderogabile con esso, la necessità del cambiamento, e dunque anche la freccia dell’irreversibilità, l’entropia, l’usura.
Roversi oppone alla presunzione del piacere la dolcezza del desiderio, all’inganno dell’immaginario l’evidenza della bellezza, all’aggressività della lusinga la delicatezza della sensibilità.
È la strategia dell’arte che si insinua dentro la moda, la pubblicità e la comunicazione. Famosi sono i suoi scatti realizzati negli anni ’80 per le campagne di Romeo Gigli, Comme des Garcons e Yohji Yamamoto, in cui appare evidente uno stile estremamente personale che ha influenzato molti fotografi di moda attuali.
Il tipo di femminilità prediletto, la particolare luce – che Gabriel Bauret ha definito propriamente “italiana” – e lo sfocato hanno reso famose le immagini di Roversi che risultano in questo modo indirizzate verso l’evanescenza e lo spiritualità. Quello che si trova nelle immagini di Roversi, e molto raramente in altri, è la dolcezza nei confronti del femminile, un vero e proprio rispetto per la bellezza come qualcosa che non ammette altro atteggiamento nei suoi confronti.
A cura di Elio Grazioli




