Istanbul new stories
Capitale di quattro imperi in oltre duemila anni di storia, Istanbul rappresenta qualcosa di più che una città: la “porta d’Oriente”, il simbolo del cosmopolitismo, un’idea di eternità. Ma essa è anche una megalopoli iper-moderna con più di 13 milioni di abitanti. La crescita smisurata non s’è ancora arrestata e l’antica Bisanzio continua ad estendere i suoi labili confini dando vita a nuove forme di convivenza che si vanno ad assommare ad una varietà antropologica già esorbitante. Proprio in questi interstizi, in queste zone temporaneamente di frontiera, non ancora città e non più campagna, si è fissato l’obiettivo della reggiana Paola De Pietri (1960). Il suo progetto, realizzato appositamente per Fotografia Europea, esplora il rapporto tra l’ambiente e individui che si trovano al centro di processi di immensa portata.
È il momento privilegiato in cui le comunità nascono, si articolano, incominciano a incidere i progetti urbanistici con la concretezza della “nuda vita”. In questo senso De Pietri conferma la propria attitudine “nomade” che l’ha portata, in precedenti lavori, a immergersi nelle periferie notturne, a camminare sulle pendici dell’Etna, a scovare sul Carso le vestigia delle battaglie della prima guerra mondiale.




