All together…

Le ferie pagate, il turismo di massa, l’abbronzatura, gli slip, il bikini, le biglie, la commedia all’italiana, i beach boys, gli ombrelloni, i secchielli, la battigia, “sapore di sale”: la “spiaggia” ha segnato indelebilmente la socialità dell’ultimo secolo.
Non a caso, dunque, un artista di risonanza mondiale come Massimo Vitali (1944) ha scelto questo luogo e i suoi inconfondibili segni per sondare le forme di vita contemporanee.
Lo ha fatto secondo due “strategie” massimaliste: i grandi formati e un singolare punto d’osservazione degno d’un performer, un sistema d’impalcature alto diversi metri, talvolta posizionato addirittura in acqua, per inquadrare dall’alto il variegato e multicolore mondo dei bagnanti. L’inquadratura “totale” si misura così con l’emersione perturbante del particolare ingrandito. In questo modo la fotografia torna a imporsi in tutta la sua forza, reclama il centro della scena e permette allo spettatore di cogliere il lato nascosto della normalità, l’incongruità del quotidiano, la bellezza e l’orrore dei comportamenti automatici di massa. E il fotografo, come il “segnalatore di incendi” invocato da Walter Benjamin, diventa una sorta di vedetta che cerca di scorgere, da un punto di vista privilegiato e scomodo, le linee di sviluppo di un’evoluzione in corso.

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c