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Da sempre nel cibo, nelle modalità della sua preparazione, è custodita una componente significativa dell’identità di ogni comunità, ed in particolare della nostra che ad esso è particolarmente legata. Molte delle vicende umane sono segnate, più o meno consapevolmente, dal nutrimento e dalla tavola ben al di là delle necessità fisiologiche.
La sua natura si rivela molteplice, ma l’identità profonda, la sua essenza più intima, risiede immutata nel rispetto del tempo e, paradossalmente, della vita. Si tratta di un linguaggio poetico capace di innescare sinapsi emotive virtuose in cui un “significante” trascende a più “significati”. Ma perché questo avvenga, perché le singole note diventino melodia per i sensi e per la mente, i substrati alchemici devono reagire, si deve compiere, con devozione e secondo antichi dettami, il rito della preparazione.
Gli ingredienti cromatici, l’impasto materico e luminoso e le inquadrature sensibili all’anima dei particolari di queste immagini raccontano, con intimità e a bassa voce, delle procedure e delle pozioni attraverso cui prendono vita, rinnovandosi nel tempo, questi incantesimi.




