Per Giuseppe Mazzini la Giovine Italia era la fratellanza degli italiani credenti in una legge di Progresso per una nuova Italia chiamata a essere libera e unita; un’associazione, seguita soprattutto da giovani, destinata a percorrere strade diverse da quelle battute fino allora. Oggi, a centocinquant’anni dalla problematica unità del nostro Paese, proprio in molti giovani artisti persiste il desiderio di “percorrere strade diverse” per osservare l’Italia. In loro si avverte il bisogno di resistere, di opporsi alla volgarità e alla violenza che ci circondano, per raccontare un’Italia intima, lontana da rappresentazioni retoriche e scontate.
All’estrema visibilità dei mass media contrappongono opere dove si cela un qualcosa di invisibile e misterioso; al rumore assordante preferiscono il silenzio, gli intervalli di tempo aperti a libere associazioni. Con leggero tocco poetico, questi giovani autori interrogano un’Italia ormai non più “giovine”, cercando aperture interstiziali, spazi impensati, piccole storie che nessuno sembra voler ascoltare. Il loro obbiettivo non è denunciare le storture e gli orrori del Paese, ma creare opere simili a piccoli, ma tenaci bagliori nell’oscurità.
Autori: Emma Ciceri, Alessandro Cimmino, Donatella Di Cicco, Alice Guareschi, Paolo Inverni, Valentina Loi, Marcello Mariana, Margherita Morgantin, Claudia Pozzoli, Antonio Rovaldi, Mirko Smerdel.
A cura di Gigliola Foschi




