Come mangeremo? Come vestiremo? Come parteciperemo? Come condivideremo?
Quattro sale dedicate a temi centrali della nostra vita – il mangiare, il vestire, il partecipare, il condividere le altre culture – diventano protagoniste ai Chiostri di San Pietro di un progetto curato da Italo Rota.
Al centro della riflessione sono gli oggetti, oggetti della vita di tutti i giorni selezionati da un passato recente che è la nostra vita vissuta. Scelti però non per nostalgia o passiva rimembranza, ma con un atto critico che ne segnala l’innovazione e ripropone la necessità di un atteggiamento di creatività verso il futuro.
In controluce la messa in scena della vita del museo, che degli oggetti è il tempio indiscusso. Il museo che inventaria, cataloga, fotografa, immagazzina, studia, infine espone.
Ma anche il museo che è fatto delle infinite storie dei suoi collezionisti e donatori, grandi e piccoli.
Nei giorni precedenti Fotografia Europea i cittadini di Reggio Emilia sono stati invitati a portare ai Chiostri di San Pietro oggetti del loro passato prossimo, degli ultimi sessant’anni. Catalogati con metodi scientifici, gli oggetti sono stati schedati per liste tematiche: 1. Come mangeremo. Focolare domestico, cucina borghese o kitchen all’americana?
Elogio della praticità, promessa di una vita facile o nascita dell’Italian Style?
2. Come vestiremo. Negli anni Cinquanta nasce il vestito industriale. I tessuti che non si dovevano stirare, che non si stropicciavano, nuovi colori, nuove forme, la seduzione delle calze di nylon.
3. Come parteciperemo. Oggetti che testimoniano la militanza civile, sociale e politica.
4. Come condivideremo. Souvenir di una vacanza negli anni del boom del turismo di massa oppure oggetti che le comunità straniere hanno portato in città.
Questo è Gli oggetti di parlano, una grande mostra collettiva costruita “dalla comunità per la comunità” per rappresentare sé stessa e la sua storia mentre si coniugano verbi al futuro.
Tutto questo in un luogo che si candida a divenire il centro pulsante di un’attività di verifica, scoperta e scommessa. Gli oggetti in mostra ci ri-guardano come in uno specchio: saremo capaci di fissarli?




