Time will make all plain

Per l’ottava edizione di Fotografia Europea, l’artista finlandese Esko Männikkö è stato invitato a realizzare una produzione nuova dedicata al territorio di Reggio Emilia, che indagherà l’immagine del cambiamento nel presente del paesaggio contemporaneo. Le relazioni tra città e campagna, paesaggio culturale e paesaggio naturale, passato e presente, interno e esterno dei luoghi saranno il soggetto di un consistente corpo di fotografie che – eternizzando negli scatti quei mutamenti sotterranei alla base del concetto di “trasformazione silenziosa” del mondo – offriranno una visione inedita sul pensiero stesso di cambiamento.

In particolare, il progetto è teso a far emergere nuove possibilità di senso tra la storia delle cose e la loro memoria stratificata dal tempo.

La ricerca fotografica di Esko Männikkö è da sempre rivolta all’esplorazione della realtà e dei suoi significati sociali, antropologici. Tramite la rappresentazione di uno sguardo intimistico, ravvicinato, l’artista riesce a cogliere l’essenza più celata dei luoghi, delle persone e degli oggetti che li abitano, disvelando quelle entità sfuggenti, interstiziali, troppo spesso abbandonate e dimenticate dall’istantaneità dell’ambiente mediale e dalla spettacolarizzazione della realtà.

Ricerca dapprima nata nei luoghi natali (il paesaggio nordico della Finlandia), che si è estesa successivamente ad altri siti e territori del pianeta connotati da un senso di distanza, o isolamento, rispetto al fragore urbano di fondo delle regioni più antropizzate. Le sue fotografie generano uno stupore nello sguardo dello spettatore, una sorta di meraviglia – un riverbero dell’unicità del tempo e dello spazio di un luogo o di un evento, che l’artista sottrae alla perdita di esistenza nella memoria collettiva.

Nato nel 1959 a Pudasjärvi, il fotografo Esko Männikkö vive e lavora a Oulu, Finlandia.

È proprio qui, nella Finlandia settentrionale, che trova ispirazione per i suoi primi scatti, dove ritrae volti e paesaggi di località come Sodankylä, Kuhmo e Kuivaniemi. Con questa serie di “caldi ritratti dal grande freddo” si fa conoscere in tutto il mondo per la sua visione unica. In seguito, i suoi viaggi lo portano in numerosi paesi, tra cui Texas, Brasile e Scozia, dove l’artista fotografa persone, luoghi e dettagli curiosi, sempre con quel tocco singolare che lo contraddistingue. I soggetti delle sue opere sembrano offrirsi spontaneamente all’obiettivo e lo spettatore ha l’immediata impressione di condividere un momento di profonda intimità.

Nel 2008, vince il prestigioso Deutsche Börse Photography Prize. I suoi lavori sono presenti in molte collezioni di importanti gallerie, tra cui la Fondazione Cartier di Parigi, il MACBA di Barcellona, il Malmö Konstmuseum di Malmö, il Moderna Museet di Stoccolma, il Museo di Arte Contemporanea di Los Angeles, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Fin dagli anni 80, Männikkö espone le sue opere in tutto il mondo.

Tra le mostre personali si contano: Blues Brothers, Galerie Nordenhake, Berlino (2011); Harmony Sisters, Galleria Suzy Shammah, Milano (2009); Cocktails 1990-2007, Millesgården, Lidingö, Kulturhaus, Lulea e Bomuldsfabriken Kunsthall, Arendal (2008-2009); Southern Comfort, Galleria Suzy Shammah, Milano (2006); Finsk-Norsk Kulturinstitutt, Oslo (2004); Hasselblad Center, Göteborg (1999); White Cube, Londra (1998); Malmö Konsthall (1997); Portikus, Francoforte sul Meno; De Pont, Tilburg; Lenbachhaus, Monaco (2006).

Ha preso parte anche a numerose mostre collettive internazionali, tra cui la mostra itinerante Investigations of a dog, organizzata dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2009-2011); The Adventure of Reality International Realism, Kunsthal Rotterdam (2011); I Love Malmö, Kumu Art Museum, Tallinn (2009); The Photographers’ Gallery, Londra (2008); Biennale di Venezia (2005); Beyond Paradise, Beyond Paradise, Shanghai Art Museum (2003); Biennale di Kwangju, Kwangju e Contemporary Photography II: Anti-Memory, Yokohama Museum of Art (2000); Biennale di San Paolo (1998); Ligth, Barbican Centre, Londra e Biennale di Johannesburg (1997); Manifesta 1, Rotterdam (1996).

Männikkö attualmente collabora con la Galleria Suzy Shammah di Milano.

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c