Sirene

Raccontare le sirene, a partire da un romanzo, Sirene di Laura Pugno. Farlo attraverso suggestioni, insight di natura marina, che consentano di vedere – e fermare nella fotografia – ciò che (ancora) non esiste. Immagini dominate dal movimento sfuggente, dalla luce della penombra subacquea, dal colore azzurro. Intravediamo la luce della superficie da sott’acqua. Ma in Sirene la sirena non è solo un mistero: è anche carne d’allevamento, sottoposta alla crudeltà che infliggiamo agli animali che non appartengono al mito. Una crudeltà che viene tradotta in immagini rosse, che dicono la sofferenza di un corpo umano-non umano. (Troppo Umano?). Dietro questo corpo alieno, sfuggente, il corpo veramente umano, soprattutto femminile, che l’opera di Laura Pugno ci mostra minacciato dal misterioso “cancro nero” che divora la pelle. Corpo coperto di biacca bianca, unica sostanza protettiva, fino all’ultima fase della malattia, il derma bianco che precede la morte. Entriamo in un ambiente, vediamo con gli occhi della sirena.

Questo progetto di ricerca fotografica sul tema Umano troppo umano, insieme ai progetti di Jarno Zaffelli, Patrizio Esposito, Bruno Cattani, Nicola Vinci, Vanni Codeluppi, Fabio Donato e Bendetta Alfieri arricchisce e completa la proposta espositiva di Fotografia Europea 2008.

È nato a Napoli nel 1967. Attualmente vive a Roma, dove lavora come regista per Rai 3. Mazzacane scopre la fotografia nell’infanzia, nella camera oscura dello zio Lello Mazzacane antropologo, fotografo e pioniere di “Multivisioni” (proiezioni di immagini su più schermi con commento musicale e sonoro). Negli anni della formazione continua a coltivare la passione per l’immagine, ma dalla fotografia si sposta sul video. Dopo gli studi all’Università La Sapienza di Roma e al King’s College di Lon-dra, si laurea in Psicobiologia con Alberto Oliverio. Nel 2000 entra in Rai come regista, prima a Rai Edu-cational e Rai Uno e in seguito a Rai Tre. Nel 2007 vince la Speciale al Premio giornalistico televisivo “Ilaria Alpi”. Nel 2005 gira la videopoesia “non è la stessa lingua che parli”, che segna l’inizio della collaborazione con la scrittrice Laura Pugno e viene proiettata ai festival di poesia e letteratura di Verona ad Ancona del 2006 e del 2007. Nel 2006 ritorna alla fotografia per illustrare i testi poetici di Laura Pugno raccolti nel volume Il colore oro nella collana multimediale Fuoriformato diretta da Andrea Cortellessa per l’editrice Le Lettere. I tre poemetti del libro, che indagano rispettivamente i temi del passaggio dal corpo reale al vir-tuale, della ricerca della perfezione e della nascita del linguaggio come momento di definizione della specie umana, sono reinterpretati fotograficamente secondo un’ideale linea di ricerca che va dalla statua al corpo umano in performance fino all’ombra/riflesso animale.

Sede

Palazzo Casotti
piazza Casotti