La pace impossibile
Dalle fotografie di guerra ai paesaggi 1958-2011
Don McCullin (Londra, 1935) è stato il testimone di molti conflitti sanguinosi e di tante tragedie umanitarie di un secolo davvero crudele. In mostra 160 immagini scattate in alcuni dei teatri in cui ha scelto di recarsi e che raccontano la costruzione del Muro di Berlino (1961), lo scontro tra Greci e TurcoCiprioti a Cipro (1964), la guerra in Congo (1964), la lunga e sanguinosa guerra del Vietnam (dal 1965 fino alla terribile offensiva del Têt, 1968), la povertà degli Indiani e dei profughi tibetani (1965), la guerra civile e la carestia in Biafra (1968-69), la guerra nella Cambogia dei Kmer Rossi (1970-75), gli scontri nell’Irlanda del Nord (1971), il colera nel Bangladesh (1971), la feroce guerra tra milizie cristiane e palestinesi in Libano (1975-76), fino ai massacri di Sabra e Shatila (1982), i lebbrosi dell’India (1995-97) e le vittime dell’Aids nell’Africa meridionale (2000). In mostra non ci sono solo le immagini del “fotografo di guerra”, come McCullin viene impropriamente definito, ma anche quelle di una pace abitata dal conflitto: l’impietoso ritratto della contraddittoria società inglese (le gang e i Teddy-Boys, le proteste anti-fasciste e i desolati quartieri industriali, i Beatles e i senza-casa, i disoccupati e i ricchi delle corse di Ascot), le nature morte e i paesaggi fotografati sempre e solo d’inverno, all’alba o al crepuscolo, le rovine della gloria di Roma e i popoli primitivi che ancora abitano il pianeta. Ovunque, il nero e l’ombra sono sempre in agguato.







