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L’inglese David Stewart si concentra sulle persone, sulla loro “stranezza”, che sia di comportamento, quando fanno qualcosa di eccentrico, o anche solo di immagine, se guardate con occhio curioso.

In questo modo ci appaiono come familiari e al tempo stesso singolari e diversi, inducendo la nostra attenzione ad interrogarsi su quello che sta guardando, su un senso che sembra sfuggirci e al tempo stesso ci pare evidente.

E’, questa, la molla stessa dell’interrogazione sul cambiamento: non solo come, ma perché le cose cambiano e che cosa porta con sé la differenza?

Un misto di senso della vita e di perturbante malessere di fronte alla diversità.

“Perturbante” qui ha tutto il senso freudiano del familiare che tutt’a un tratto ci appare estraneo, di un altro mondo, distante eppure al tempo stesso proprio intorno a noi, e forse al cuore stesso di ciò che non pensavamo di essere, estranei a noi stessi, come un sosia, come un fantasma.

Mostra a cura di Elio Grazioli

David Stewart nasce nel 1958 a Lancaster, in Inghilterra. Esordisce fotografando gruppi punk come i Clash e i Ramones, oltre che personaggi variopinti a passeggio sulla Morecambe Promenade. Questi primi lavori contribuiscono fortemente a definire il suo stile, oggi molto riconoscibile. Dopo essersi laureato presso il Blackpool and The Fylde College, nel 1981 Stewart si trasferisce a Londra dove si lancia nel mondo della fotografia intesa come forma d’arte, guadagnandosi ben presto una posizione tra i migliori fotografi del Regno Unito. Nel 1995, dirige e produce il cortometraggio “Cabbage” che ottiene una nomination ai BAFTA. Il filmato è corredato da una serie di immagini fotografiche surreali che vogliono essere un tributo al tanto bistrattato ortaggio.

Nel 2001, pubblica la serie “Fogeys” che contiene fotografie kitsch, simili a un cartoon, di persone anziane a cui l’età non ha particolarmente giovato. Esposta presso l’Institute of Contemporary Arts a Londra, la serie vince un Silver Award conferito dall’Art Directors Club di New York. Nel 2007, Stewart è finalista del National Portrait Prize che si tiene alla National Portrait Gallery di Londra.

Nel 2009, pubblica la raccolta “Thrice Removed”. Pur essendo sempre originale e irriverente, questa serie propone immagini dai colori più sobri e con un’impostazione più intima. Le ultime raccolte dell’autore, “Indecision” e “Intension”, virano di nuovo al surreale offrendoci un intrigante studio di giovani donne. Attualmente, Stewart sta lavorando al progetto “Teenage Pre-occupation” che osserva gli adolescenti e i cambiamenti a cui vanno incontro. Quattro immagini di questa serie sono state inserite nella rosa del Portrait Prize della National Portrait Gallery nel 2010, 2011 e 2012.

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