Catalogo delle cose illuminate numero uno
Immagini che non negano la realtà, non ne rimuovono il dolore, ma sanno vedere diversamente, perché sorrette dal bisogno di nutrirsi d’immaginazione, di speranza e di attenzione partecipe. Nelle opere degli autori esposti in questa mostra non si trovano fughe verso gratuiti mondi fantastici. La realtà è lì di fronte ai loro sguardi, ma viene resa nuovamente vibrante grazie alla dimensione affettiva o immaginaria del loro vedere. Tramite strategie visive e progettuali estremamente diversificate, capaci di creare una sorta di spostamento laterale o di spiazzamento rispetto a quello che abitualmente vediamo, le loro opere divengono spazi di scoperta e d’incanto in cui la realtà non appare più nella sua “opacità”, per aprirsi invece a una dimensione nascosta ed evocativa. C’è chi, prima dello scatto fotografico, interviene creando performance o installazioni che trasfigurano il mondo in modo poetico, giocoso oppure volutamente utopico. Chi, grazie a uno sguardo ravvicinato oppure dilatato nel tempo, trasforma piccole porzioni di realtà (il muso di un asino, il modellino di una nave in bottiglia, una semplice stanza, un paesaggio, una vecchia fotografia) in apparizioni o presenze misteriose sospese nel tempo che sollecitano l’immaginario dello spettatore.
GLI AUTORI
Nunzio Battaglia, Maggie Cardelús, Martina Della Valle, Martina Dinato, Thomas Flechtner, Pierluigi Fresia, Francesca Grilli, Daniele Lira, Claudia Losi, Esko Männikkö, Lala Meredith-Vula, Jari Silomäki, Pio Tarantini, Davide Tranchina, Devis Venturelli, Dubravka Vidović, Thomas Wrede.
a cura di Gigliola Foschi




