7 maggio – 13 giugno 2010

INCANTO / ENCHANTMENT

a cura di / curated by Elio Grazioli

Contributi scientifici / Scientific contributions: Paolo Barbaro, Annarosa Buttarelli, Vanni Codeluppi, Nicola Dusi, Gigliola Foschi, Elio Grazioli, François Hébel, Luce Irigaray, Fabrizio Migliorati, Francesco Morace, Luciano Nattino, Marinella Paderni, Riccardo Panattoni, Sandro Parmiggiani, Ruggero Pierantoni, Massimiliano Scuderi, Laura Serani, Paolo Simoni, Anne Testut, Silvana Turzio

L’incanto per noi è il senso, la direzione di uno sguardo ancora affascinato senza essere sedotto, uno sguardo meravigliato, positivo, proiettato in avanti, che sa vedere diversamente e altro in ciò che ha di fronte, che non si lascia trascinare indietro da eccessiva nostalgia, che d’altra parte non si blocca nell’analisi e nel rispecchiamento del presente, ma interroga in esso i segni della trasformazione e del cambiamento. Si parla tanto di immaginario, si fantastica o si proiettano aspettative e desideri, ma si è completamente abbandonata ogni riflessione sull’immaginazione. L’immagine fotografica è un potente mezzo per questo tipo di riflessione, perché non restituisce soltanto l’esperienza di ciò che fissa, ma anche lo sguardo che vi si è posato, il pensiero che ha voluto restituirlo o si è voluto disperdere in quel semplice residuo di realtà.
Se mettiamo da parte l’aspetto documentario, oltre a quello simbolico, ogni immagine mantiene di sé ancora qualcosa d’altro, quello che potremmo definire un aspetto metaforico. Ma una metafora di che cosa? Di quello che ciascuno vuole e propone, ma innanzitutto della vita. Per questo le immagini quando ci commuovono, quando ci avvicinano a ciò che ci chiedono, è perché le stiamo guardando incantati. Della fotografia ci interessa proprio questa sua capacità di mostrarci le cose diversamente da come siamo convinti di vederle, il loro dar corpo a sguardi che si fanno diversi o che scoprono come sono sempre stati fatti, ma senza che lo sapessero.
È la presenza dello sguardo e della mente dietro gli occhi e dietro la macchina fotografica. È il “pensare per immagini”, è l’altra faccia dell’“inconscio ottico”, è la forza propositiva della sensibilità. Quali cambiamenti vede e prefigura l’immagine? Quali metafore anticipa? Quale senso per la vita?

Enchantment to us is the approach path, the actual direction, of an eye that is still fascinated without being seduced; a marvelling, positive eye, whose view is projected forward; an eye that knows how to look differently at what is standing before it and to see the Other that is there; an eye that does not allow itself to be dragged backwards by excessive nostalgia, yet does not get stuck in analysis and mirroring the present, but searches the image for signs of transformation and change. We talk a great deal about imagination; we fantasize, we nurture expectations and desires, but we have completely abandoned all form of reflection on the imagination. The photographic image is a powerful tool for this kind of reflection because it conveys not only the experience of what it fixes, but also the view of the eye that fell on the image, the thought that wished to convey that view or wished to disperse it in that simple fragment of reality. If we leave the documentary as well as the symbolic aspect to one side, every image still retains something else of itself which we could define as a metaphorical aspect.
But a metaphor of what? Of what each person might want and suggest, but, first and foremost, a metaphor of life. That is why when images move us, when they draw us near to what they ask of us, it is because we are looking at them with enchanted eyes. What really interests us about photography is its peculiar ability to show us things differently from the way we are convinced we are seeing them, their giving substance to views that become different or which discover the way they always have been, but unbeknown to themselves. It is the presence of the viewing eye, and of the mind behind the eye and behind the camera. It is “thinking by images”, it is the reverse side of the “optical unconscious”, it is the propositional power of sensibility. What changes does the image see and foreshadow? What metaphors does it foresee? What meaning for life?

Mostre personali / Solo exhibitions:
Maurizio Agostinetto. Catalogo delle cose illuminate numero uno
Alessia Bernardini. Miracoli all’ordine del giorno
Mark Borthwick. Saluta La Dia
Machiel Botman. Heartbeat – Rainchild – One Tree
Kevin Cummins. Manchester: so much to answer for
Francesco Jodice. Stationary Travellers
Michael Kenna. Immagini del settimo giorno
Ange Leccia. Sensitive Wall
Elisa Pellacani. L’incanto della città
Alessandro Rizzi. A sud del Confine a Ovest del Sole

Omaggio a Man Ray
Alessandra Spranzi. Riti del caso imperfetto: l’incanto. Sotto la buona stella
Luigi Veronesi. Sperimentazione sulla fotografia. La donazione di Liliana Dematteis alla Biblioteca Panizzi
Richard Wentworth. Encounters
Alain Willaume. La parte in comune 008 + Rumori di un banchetto gioioso

Mostre collettive / Group exhibitions:
Al di là delle apparenze opache