Trentatré

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Nato a Castellaneta (TA) nel 1975, vive e lavora a Verona. La sua è una fotografia che potremmo definire pittorica dove l’inquadratura frontale e ravvicinata del protagonisti permette all’artista di scavare in modo approfondito nella psicologia dei propri personaggi. Come un regista teatrale, Vinci sceglie storie narrate da non più di due (in forma di ditti-co) o tre scatti (in forma di trittico).

Le sue sono meditazioni profonde, dove la fissità delle scene è il racconto congelato, è un tableau vivant carico di simboli e di allusioni leggibili su più livelli. Episodi biblici e racconti autobiografici, allusioni psicanalitiche, ma anche evocazioni oniriche e letterarie: la fotografia di Vinci, sempre sostenuta da una ricercata raffinatezza formale, indaga la narrazione, pur lasciando sempre spazio al mistero. La sua prima personale, allestita alla Calleria Paolo Erbetta di Foggia, risale al 2001. Da allora ha esposto alla Galleria Nuova Artesegno di Udine e a Palazzo Cecchini di Cordovado (PN) nel 2003, alla Galleria Bonelli Arte Contemporanea di Mantova (2005), e nel 2007 alla Photographers Gallery ZA di Città del Capo (Sudafrica). Ha preso parte a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 2003 ha partecipato alla Quadriennale di Roma – Anteprima Napoli. È stato inoltre selezionato alle Biennali di Monza (2007), di Gazoldo degli Ippoliti (“Camerae Pictae” 2005) e del Castello Svevo di Bari, al Premio Fabbri (2007), al Premio Celeste (2005), al Premio Vasto (2004), al Premio Luigi Pronti (2004).