Bell’Italia

Scattate in tempi diversi e lungo tutta la penisola, le immagini di Bell’Italia sono state individuate da Simonazzi nel proprio archivio.

Il titolo proviene da un cartello stradale, ma il tono dell’intero progetto è dato da quelle immagini in cui la bandiera non appare nella sua fisicità, ma attraverso i tre colori che ad essa rimandano. Proprio in queste fotografie emerge la natura più autentica della poetica dell’autore. Dapprima si legge un brano di quella realtà quotidiana, all’apparenza banale; subito dopo l’occhio corre a cercare il perché di quella immagine all’interno di un progetto sul Tricolore.

L’autore trova il perfetto equilibrio tra casualità e costruzione, tra libertà d’ispirazione e adesione al tema. Simonazzi non costringe mai lo spettatore a una lettura univoca, ma lo invita, attraverso indizi disseminati nello spazio dell’inquadratura, a individuare i diversi livelli di senso dell’immagine, agendo come un innesco. Le fotografie riunite in questo ciclotoccano diverse tonalità, che vanno dall’affettivo all’ironico, dall’oggettività alla surrealtà, senza che nessuna
prevalga sull’altra, senza che vi sia alcuna volontà di fornire un unico punto di vista.

Le bandiere di Bell’Italia sono motivo unificante di un paesaggio, filo conduttore di una riflessione sul paese e sulla sua storia: la lettura delle fotografie si arresta qui, dove volontariamente si ferma Simonazzi, suggerendo con sapiente leggerezza altri possibili percorsi.

A cura di Walter Guadagnini

La fotografa Rinko Kawauchi, nata a Shiga (Giappone) nel 1972, oggi vive e lavora a Tokyo. Nel 2001, pubblica simultaneamente tre libri fotografici: Utatane, Hanabi e Hanako editi da Little More, che fanno subito notizia nel mondo della fotografia in Giappone. Nel 2002, vince il prestigioso premio annuale Kimura Ihei, giunto alla 27° edizione, per due dei suoi libri, Utatane e Hanabi. Altre opere importanti di Rinko Kawauchi sono Aila (Foil 2004), The Eyes, The Ears e Cui Cui (Foil, 2005) e Illuminance (Aperture / Foil / Kehrer verlag / edizioni Xavier Barral / Postcart, 2011). Di recente, è stata insignita dell’autorevole premio Annual Infinity Award 2009 assegnato dall’International Center of Photography, USA, nella categoria Arte. Kawauchi ha esposto in numerose mostre, sia collettive che personali, in patria e all’estero. Tra le più importanti mostre personali si contano: 2005 Foundation Cartier pour l’art Contemporain, Parigi; 2006 The Photographers’ Gallery, Londra; 2007 AILA + The eyes, The ears, Hasselblad Centre, Göteborg; 2007 Semear Museu de Arte Moderna de Sao Paulo, San Paolo; 2008 Cui Cui The Vangi Sculpture Garden Museum, Shizuoka; 2011 Illuminance Gallery at Hermès, New York. Le mostre collettive di maggior rilievo includono: 2006 Collection of the Foundation Cartier pour l’art Contemporain, Museo di Arte Contemporanea, Tokyo; 2008 Blooming: Brazil-Japan Where You Are, Museo Municipale d’Arte Toyota, Aichi; Brighton Photo Biennial 2010 New Documents Brighton; Bye Bye Kitty!!! Between Heaven and Hell in Contemporary Japanese Art, Japan Society, New York; Le Mois de la Photo à Montréal. Il suo approccio unico teso a “ritrarre i sensi” e l’attenzione costante per i dettagli della vita quotidiana, il ciclo della vita e la sua transitorietà destano l’ammirazione degli amanti dell’arte in tutto il mondo.

La sua più recente mostra personale IlluminanceAmetsuchiSeeing Shadow (Tokyo Metropolitan Museum of Photography) ha riscosso un grande successo.

Sede

Sede delle Assicurazioni Generali