Italia mia. Un paese dopo
Vincitore concorso Off di Fotografia Europea 2010
Rocca si confronta con il tema dei luoghi, dell’identità locale e della sua stessa legittimità. Ritagliando un paesaggio della “qualsiasità”, dove le tracce riconoscibili di Luzzara sono appigli di ancoraggio minimi al Paese di Zavattini e Strand, le immagini scivolano in una zona differente, si potrebbe dire dal paese al paesaggio, in quella zona, spesso tra degrado e pittoresco senso di abbandono, dove il naturale si rimangia il costruito.
Elementi privi di qualità estetica, meramente funzionali (la sbarra, la cisterna, lo sbarramento in cemento, ma anche l’argine, l’elemento di costruzione artificiale del paesaggio) costituiscono inquadrature e indicazioni di sguardo dentro le immagini, riprendendo una linea del rilievo delle “sculture involontarie” che lontanamente parte da Ghirri. Compaiono poche figure, individuate senza pretesa di attendibilità statistica o sociologica.
Qui Rocca è guidato dalla logica degli incontri casuali che rendono attendibile l’umanità reale e, come si vede nelle foto, dalla minima consuetudine di uno scambio di battute, dal raccontarsi in poche frasi del proprio posto nel mondo, nel Paese.




