Coincidenze

Tema centrale nella fotografia di Davide Mosconi è il caso: l’autore lo cerca, ne fa il soggetto del proprio intervento, e poi lo usa direttamente come strumento
compositivo. I suoi trittici nascono da due immagini trovate, una proveniente dall’arte, l’altra da altri ambiti, scientifico, pubblicitario, informativo, in cui ha
trovato un’analogia imprevista, che evidenzia con uno scatto realizzato ex novo.

Mosconi ri-fotografa le prime due fotografie, e lo fa con questo metodo particolare che è la Polaroid, che rende evidente la rifotografazione, grazie alla mancanza del passaggio per il negativo. I soggetti sono diversi: all’inizio la serie In morte del padre, titolo allusivo all’uccisione del passato per poter creare il nuovo; poi vengono i cieli notturni e diurni, quindi parti del corpo, cibi, fuochi, ombre e altro ancora.

Il cielo ha particolarmente interessato Mosconi, che l’ha visto come una sorta di sfondo, come un foglio sul quale “disegnare” con gli oggetti e le materie – la più
evanescente e instabile, e insieme corpuscolare e stellare: la polvere – nel cielo e il cielo stesso, l’aria. Qui il caso la fa da padrone, ancora una volta doppiamente, perché è lui a creare le configurazioni ed è lui a registrare.

A cura di Elio Grazioli

La fotografa Rinko Kawauchi, nata a Shiga (Giappone) nel 1972, oggi vive e lavora a Tokyo. Nel 2001, pubblica simultaneamente tre libri fotografici: Utatane, Hanabi e Hanako editi da Little More, che fanno subito notizia nel mondo della fotografia in Giappone. Nel 2002, vince il prestigioso premio annuale Kimura Ihei, giunto alla 27° edizione, per due dei suoi libri, Utatane e Hanabi. Altre opere importanti di Rinko Kawauchi sono Aila (Foil 2004), The Eyes, The Ears e Cui Cui (Foil, 2005) e Illuminance (Aperture / Foil / Kehrer verlag / edizioni Xavier Barral / Postcart, 2011). Di recente, è stata insignita dell’autorevole premio Annual Infinity Award 2009 assegnato dall’International Center of Photography, USA, nella categoria Arte. Kawauchi ha esposto in numerose mostre, sia collettive che personali, in patria e all’estero. Tra le più importanti mostre personali si contano: 2005 Foundation Cartier pour l’art Contemporain, Parigi; 2006 The Photographers’ Gallery, Londra; 2007 AILA + The eyes, The ears, Hasselblad Centre, Göteborg; 2007 Semear Museu de Arte Moderna de Sao Paulo, San Paolo; 2008 Cui Cui The Vangi Sculpture Garden Museum, Shizuoka; 2011 Illuminance Gallery at Hermès, New York. Le mostre collettive di maggior rilievo includono: 2006 Collection of the Foundation Cartier pour l’art Contemporain, Museo di Arte Contemporanea, Tokyo; 2008 Blooming: Brazil-Japan Where You Are, Museo Municipale d’Arte Toyota, Aichi; Brighton Photo Biennial 2010 New Documents Brighton; Bye Bye Kitty!!! Between Heaven and Hell in Contemporary Japanese Art, Japan Society, New York; Le Mois de la Photo à Montréal. Il suo approccio unico teso a “ritrarre i sensi” e l’attenzione costante per i dettagli della vita quotidiana, il ciclo della vita e la sua transitorietà destano l’ammirazione degli amanti dell’arte in tutto il mondo.

La sua più recente mostra personale IlluminanceAmetsuchiSeeing Shadow (Tokyo Metropolitan Museum of Photography) ha riscosso un grande successo.

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c