Higgs ocean

“Una volta trafitto il cielo e raggiunto l’ultimo strato della ionosfera, una qualsiasi fonte di luce a cui venga imposta una direzione è in grado di viaggiare per sempre verso le profondità più remote dello spazio”.

Con questa dichiarazione si apre Higgs Ocean di Andrea Galvani, progetto che nel 2011 ha rappresentato l’Italia e gli Stati Uniti alla Biennale di Mosca e che viene oggi per la prima volta esposto in questa veste in uno spazio pubblico italiano. L’artista ha lavorato per quattro mesi in collaborazione con alcuni ingenieri russi e una fondazione Canadese e ha attraversato il freddo Oceano Artico a bordo di un’imbarcazione a vela tecnologicamente attrezzata per la navigazione polare assieme a due scienziati ed un equipaggio di 16 persone.

Questa serie fotografica documenta  di fatto alcune azioni da lui prodotte sul territorio urbano della citta’ di New York e al largo delle isole Svalbard in Norvegia. Si tratta di esperimenti di carattere acustico e fisico, studi preparatori per un’operazione in cui l’energia naturale del sole (raccolta con pannelli solari issati a bordo) e’ stata riconvertita tramite tecnologie militari in un raggio luminoso ad altissima intensità utilizzato per perforare il cielo e la stessa ionosfera terrestre, proiettando una linea bianca di luce al di fuori del pianeta. La memoria luminosa raccolta lungo il viaggio artico compiuto dall’artista, e’ stata quindi riconsegnata fisicamente all’universo, ricostruendo una sorta di anello concettualmente infinito.

Ogni fotografia di questa sequenza coglie un singolo momento del trasferimento di un flusso di energia, un segmento di una linea che si estende verso l’ingoto e che e’ il simulacro di un processo continuo.

Mostra a cura di Marinella Paderni

Andrea Galvani è nato a Verona nel 1973, vive e lavora tra New York e Città del Messico. Opera da oltre dieci anni una riflessione di natura concettuale sullo statuto delle immagini.
La sua ricerca predilige il mezzo fotografico, ma si avvale spesso anche di altri linguaggi assumendo aspetti e metodologie di carattere scientifico.  I suoi progetti istigano ai grandi temi dell’esistenza, le sue sono documentazioni di azioni violente o al contrario di fragilissime e temporanee installazioni, esperimenti, disegni enigmatici che sembrano scavare dei tunnel sotto il tessuto delle esperienze.

Nominato per il prestigioso Deutsche Börse Photography Prize nel 2011 e NYU New York University Visiting Artist nel 2010, gli è stato assegnato un Grant Space all’LMCC Lower Manhattan Cultural Council nel 2009 ed è stato vincitore di Location One New York Residency Program nel 2008. Prima del suo trasferimento negli Stati Uniti, dal 2006 al 2009 ha diretto la cattedra di Fotografia Contemporanea presso l’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. Dal 2010 collabora con l’AMS Advanced Media Studio del dipartimento di Visual Art della New York University e con  ICP International Center of Photography di New York.  Il suo lavoro, conosciuto a livello internazionale, è stato esposto in importanti musei e spazi istituzionali tra i quali ricordiamo: il Whitney Museum di New York, la Biennale di Arte Contemporanea di Mosca, la Biennale di Poznan, in Polonia, Aperture Foundation (New York), Calder Foundation (New York), Central Utah Art Center (Ephraim, Stati Uniti), Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea (Trento), Museo Macro (Roma), GAMeC (Bergamo), De Brakke Grond (Amsterdam), Oslo Plads (Copenaghen) e Unicredit Pavillion (Bucarest).

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c