Higgs ocean
“Una volta trafitto il cielo e raggiunto l’ultimo strato della ionosfera, una qualsiasi fonte di luce a cui venga imposta una direzione è in grado di viaggiare per sempre verso le profondità più remote dello spazio”.
Con questa dichiarazione si apre Higgs Ocean di Andrea Galvani, progetto che nel 2011 ha rappresentato l’Italia e gli Stati Uniti alla Biennale di Mosca e che viene oggi per la prima volta esposto in questa veste in uno spazio pubblico italiano. L’artista ha lavorato per quattro mesi in collaborazione con alcuni ingenieri russi e una fondazione Canadese e ha attraversato il freddo Oceano Artico a bordo di un’imbarcazione a vela tecnologicamente attrezzata per la navigazione polare assieme a due scienziati ed un equipaggio di 16 persone.
Questa serie fotografica documenta di fatto alcune azioni da lui prodotte sul territorio urbano della citta’ di New York e al largo delle isole Svalbard in Norvegia. Si tratta di esperimenti di carattere acustico e fisico, studi preparatori per un’operazione in cui l’energia naturale del sole (raccolta con pannelli solari issati a bordo) e’ stata riconvertita tramite tecnologie militari in un raggio luminoso ad altissima intensità utilizzato per perforare il cielo e la stessa ionosfera terrestre, proiettando una linea bianca di luce al di fuori del pianeta. La memoria luminosa raccolta lungo il viaggio artico compiuto dall’artista, e’ stata quindi riconsegnata fisicamente all’universo, ricostruendo una sorta di anello concettualmente infinito.
Ogni fotografia di questa sequenza coglie un singolo momento del trasferimento di un flusso di energia, un segmento di una linea che si estende verso l’ingoto e che e’ il simulacro di un processo continuo.
Mostra a cura di Marinella Paderni







