La parte in comune + rumori di un banchetto gioioso

Nel suo progetto Alain Willaume rende omaggio alla serie Europa a tavola, la pionieristica raccolta fotografica di Anne Testut sull’Europa, la famiglia e il cibo, realizzata fra il 1991 e il 1994, ora visibile nei due volumi editi nel 1995 da Filigrane e dalle Éditions de l’Imprimeur. Anche se la Testut ha abbandonato ormai da molto tempo la fotografia, Willaume le ha chiesto di collaborare per il progetto SETSE.

La serie Europa a tavola è stata ultimata quindici anni or sono e, nel frattempo, la globalizzazione e le nuove tecnologie hanno trasformato e messo alla prova la vita di tutti i giorni. Ciononostante la “cerimonia del pasto in famiglia” continua ad essere il pretesto ideale per studiare l’intimità e l’ambiguità della vita familiare, delle persone e dei loro oggetti. Con il suo progetto Alain Willaume propone una nuova lettura di questa tematica.

Il fotografo riprende le famiglie durante e subito dopo il momento del pasto, inserendosi in una delle situazioni sociali più riservate senza essere però invadente: infatti, una volta finite le presentazioni, i “commensali” si dimenticano molto velocemente dello sconosciuto. Willaume si concentra sui rituali domestici quotidiani e, come accade sempre nelle sue immagini, presta particolare attenzione agli sguardi dei soggetti ritratti. Alla fine del pasto il fotografo chiede ad ogni membro della famiglia di concedersi all’obiettivo e di cercare una concentrazione interiore per allontanarsi dal presente. Le immagini di Willaume riflettono questo straniamento e obbligano lo spettatore a un confronto con i soggetti ritratti. Questi sguardi, con la loro intensità ed estraneità rispetto al contesto, sorprendono e turbano lo spettatore. Approfittando della vicinanza fra il tema della “famiglia” e quello del “cibo”, il fotografo ci conduce all’incrocio fra due mondi: all’interno di un rituale riservato e intimo e verso i confini di un paesaggio interiore.

Alla fine di ogni sessione fotografica vengono poste ad ogni componente della famiglia due domande, pensate con la collaborazione di Anne Testut, sulla propria esperienza personale e sull’idea futura di cibo. Inoltre, ad ogni famiglia è chiesta una selezione di immagini del proprio archivio fotografico sul tema del pasto. Willaume darà una seconda lettura degli archivi fornendo, in questo modo, un’altra chiave di lettura per le loro immagini. Lo stesso lavoro di selezione sarà effettuato a partire dagli archivi storici conservati presso la Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Nasce nel 1956 a Strasburgo, attualmente vive e lavora a Parigi. Alain Willaume sviluppa un’opera singolare in linea con il mondo che studia e osserva ormai da diversi anni. Sotto l’influenza dei suoi lunghi viaggi realizza una sorta di cartografia personale fatta di immagini enigmatiche che raccontano la violenza e la vulnerabilità del mondo e degli umani che lo abitano. Nella sua produzione alterna progetti personali di largo respiro a lavori su commissione. Fotografo indipendente (rappresentato dalla Galleria VU’), curatore (ideatore del programma consacrato alla fotografia indiana ai Rencontres d’Arles del 2007 e direttore artistico del Festival IndiaPhotoNow 2008), autore dell’antologia fotografica “India Now” (edizione Thames & Hudson / Textuel), premio Kodak della critica fotografica. Dal 2003 insegna fotografia alla scuola di arti decorative di Strasburgo e anima regolarmente stages di fotografia in Francia e all’estero. L’ultima mostra monografica Bords du gouffre (éd. Textuel) è stata esposta ai Rencontres d’Arles del 2003.

Sede

Galleria Parmeggiani
Corso Cairoli 2 – Reggio Emilia