I capolavori Fotografis Bank Austria – Unicredit Art Collection

150 scatti che ripercorrono la storia della fotografia dalla seconda metà dell’Ottocento alla metà del Novecento attraverso i più grandi interpreti di sempre: Man Ray, Paul Strand, André Kertész, Edward Weston e molti altri.

La mostra Un secolo di grande fotografia. I capolavori della Collezione Fotografis Bank Austria di Palazzo Magnani presenta, in una sequenza inimitabile, l’evoluzione della fotografia dalle origini sino agli anni Settanta: si parte con gli iniziatori del mezzo come ad esempio Nadar, e con i primi grandi protagonisti, da Frances Frith a Eadweard Muybridge, da Bertall a Frederick Evans, fino a Julia Margaret Cameron. Le prime, splendide testimonianze fotografiche dei viaggi in Oriente, e insieme il desiderio di raccontare la realtà quotidiana, di realizzare ritratti somiglianti come mai prima, la competizione instaurata da subito con la pittura. Si prosegue poi con i protagonisti della stagione del pittorialismo, uno dei momenti cruciali e più affascinanti dell’evoluzione del linguaggio fotografico in chiave artistica: in questa sezione si segnalano tra gli altri i nomi di Heinrich Kühn, Edward Steichen, Alfred Stieglitz, František Drtikol, attraverso opere che sono autentici capolavori dell’arte fotografica dei primi decenni del XX secolo. Il punto di maggiore richiamo dell’esposizione è probabilmente quello appena successivo a questa stagione, ed è quello della cosiddetta fotografia modernista, o delle avanguardie. In questa sezione si trovano i nomi di Eugène Atget, Man Ray, Alexander Rodchenko, Herbert Bayer, Edward Weston, Paul Strand, André Kertész, August Sander, Walker Evans, gli autori che sono entrati non solo nella storia della fotografia, ma nell’immaginario collettivo del secolo. I rayographs di Man Ray, le distorsioni di Kertész, i ritratti di Sander sono altrettante icone del Novecento, hanno influenzato generazioni di fotografi, artisti, pubblicitari, e insieme hanno dato un’immagine indimenticabile di quegli anni e di quella realtà storica e sociale. Assieme ad essi, va anche segnalata la presenza di autori meno noti al grande pubblico ma di grandissima qualità, che permettono di avere una visione ampio del panorama fotografico tra anni Venti e Trenta del Novecento. Anche la fotografia di reportage e di stretto legame con gli avvenimenti del tempo è ben rappresentata nella mostra, con esempi di Henri Cartier-Bresson, Margaret Bourke White, Weegee, Lee Friedlander, Elliot Erwitt e molti altri a testimonianza di una volontà di raccogliere le diverse voci e le diverse anime della fotografia: con questo principio si arriva agli anni del dopoguerra e in particolare ai Sessanta e Settanta, nei quali emergono figure come quella di Otto SteinertMario Giacomelli, Diane Arbus, Arnulf Rainer, in una chiusura ideale sul confine tra fotografia di documentazione e fotografia concettuale, che segna la nascita di una nuova stagione.

Mostra a cura di Margit Zuckriegl e Walter Guadagnini

Promossa e organizzata dal Museo d’arte moderna di Salisburgo e dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia nell’ambito di Fotografia Europea 2014

Paolo Simonazzi nasce a Reggio Emilia nel 1961. Divide la propria vita tra l’attività di medico e quella di fotografo, cui si dedica con tale passione e curiosità da essere sempre pronto ad intraprendere un viaggio che gli consenta di inseguire e sviluppare un tema.

Tra i cicli di fotografie cui ha lavorato, ricordiamo quello realizzato al seguito del Circo Bidone, un piccolo circo sopravvissuto all’epoca dello spettacolo multimediale e degli effetti speciali. Il catalogo (Zoolibri, 2003) si avvale di una prefazione di Moni Ovadia. Nel 2006, si avvicina con delicata sensibilità al tema del disagio sociale, con la mostra La casa degli angeli, realizzata a Reggio Emilia e successivamente esposta a Roma nell’ambito della rassegna internazionale Roma fotografia.

Nel 2007 il Museo d¹Arte Moderna di Bologna (MAMbo) ha ospitato, presso Villa delle Rose, la sua mostra Tra la Via Emilia e il West (catalogo, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007), successivamente esposta presso la
Rocca di Cento (FE); la Casa Italiana Zerilli Marimò/New York University (2008); l’Istituto Italiano di Cultura a San Francisco (2009); la prestigiosa sede di Palazzo dei Principi, 2011, Correggio (RE); a Piacenza
presso Palazzo Farnese (2012).

Dal 2006 al 2010 Paolo Simonazzi si è dedicato al progetto Mondo Piccolo, ripercorrendo le terre care a Giovannino Guareschi, luoghi dell’anima più che della geografia (catalogo Umberto Allemandi editore 2010).

Nel 2011 è stato selezionato nel circuito istituzionale di Fotografia Europea con il progetto Bell’Italia, personale contributo alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La mostra dopo l’anteprima reggiana è stata esposta in Australia a Sydney e Melbourne nel 2012.

Sede

Palazzo Magnani
corso Garibaldi, 29