Cose ritrovate
Di una certa eccentricità padana si è parlato, negli anni, come di una leggenda. Tra le storie tramandate nel tempo e nella memoria di questo territorio, le più insolite e bizzarre riguardano personaggi di straordinaria sensibilità, capaci di sentire le voci nelle notti di plenilunio, catturare le parole portate dal vento o trascritte in messaggi conservati in fondo ad un pozzo.
A loro è dedicato Le cose ritrovate, un progetto che penetra in profondità l’essenza di un mondo in cui l’horror vacui domina la scena di una fantastica ossessione per il ritrovamento come rivelazione, e l’appropriazione come scoperta. Burattinai, affabulatori, inventori, clown, pittori, fotografi, musicisti, artigiani, o anche semplicemente piccoli grandi attori, istrioni che amano recitare sul palco della vita, aprono le porte dei loro regni, indistintamente dominati dal desiderio di conservare cose destinate a svanire, cose che sono il loro mondo, i loro sentimenti, la loro stessa vita.
Le cose ritrovate, da principio idealmente ispirato al romanzo di Ermanno Cavazzoni “Il poema dei lunatici” e al film di Federico Fellini “La voce della luna”, si è sviluppato sul filo diretto dell’ultimo testo del grande poeta romagnolo Raffaello Baldini, “La fondazione”. Tuttavia, è possibile rintracciare la vera scintilla che ha mosso Simonazzi a intraprendere la sua ricerca fotografica, nel monologo teatrale di Ivano Marescotti. Questa straordinaria interpretazione è di sicuro il migliore omaggio che Marescotti poteva rendere alla memoria del poeta che, nel suo ultimo periodo di vita, proprio a lui, con le parole fanne quel che credi, lasciava in eredità “La fondazione”.
Ciò che interessa il fotografo Simonazzi, così come i grandi maestri romagnoli che l’hanno ispirato, sono le vite e i sentimenti di quelle particolarissime persone, che percepiscono il mondo sul limite impreciso del reale e del surreale. Le sue fotografie sono ambientate nei luoghi imprevedibili in cui le cose appaiono inaspettatamente, cariche di significati che si pensavano perduti, mentre i sogni e le illusioni diventano storie da raccontare.
Mostra a cura di Denis Curti







