Planasia
Silvia Camporesi è stata invitata per la nona edizione di Fotografia Europea a riflettere sul tema del vedere dalla prospettiva desueta e misteriosa dei luoghi-fantasma.
Da sempre interessata a svelare tramite la fotografia il gradiente di inespresso dei luoghi e delle cose, la loro pelle più segreta e lontana dallo sguardo generale, l’artista ha eletto quale fulcro concettuale di una sua nuova ricerca fotografica l’analisi di ciò che un luogo abbandonato dall’uomo trattiene del suo passato, della sua storia, e come questo deposito del tempo sia percepibile tanto nelle pieghe del suo presente che nella marginalità di un futuro spesso già destinato ad una progressiva scomparsa.
Tra i luoghi- fantasma scelti per questo suo importante progetto, che ha la forma di un atlante visivo su un’Italia sconosciuta agli stessi italiani, Silvia Camporesi ha scelto per Fotografia Europea 2014 l’isola di Pianosa, nell’arcipelago toscano, un lembo di terra unico nel suo genere e dalla vita non facile, che pare più miraggio che una realtà concreta. Un luogo dalla natura selvaggia, protetta e salvaguardata dall’incuria umana, trasformato (forse proprio per questo) in una fortezza che confina i vissuti dei pochi uomini che la abitano tra un carcere di massima sicurezza, il mare e un parco nazionale.
Prima artista a poter lavorare su Pianosa, nell’omaggio poetico che Silvia Camporesi dedica a Pianosa un altro elemento si affaccia al suo sguardo, ponendo l’artista di fronte alla sfida di catturare in una visione il mistero dell’acqua.
Mostra a cura di Marinella Paderni







