FE 2015

Un progetto del Comune di Reggio nell'Emilia
 
Comune di Reggio Emilia – Città delle persone

  • Untitled (Dog), Spain 2008 © Ricardo Cases
    Untitled (Dog), Spain 2008 © Ricardo Cases
  • Untitled (Dog), Spain 2008 © Ricardo Cases
    Untitled (Dog), Spain 2008 © Ricardo Cases
  • Untitled (Cap), Spain 2008 © Ricardo Cases
    Untitled (Cap), Spain 2008 © Ricardo Cases

Ricardo Cases, La caza del lobo congelado

Non molto tempo fa, il proprietario di una riserva di caccia al nord ha ucciso un lupo. In passato, l’animale sarebbe stato impagliato o magari gettato direttamente tra i rifiuti. Oggi, questa preda rara e cacciata di frodo ha finito i suoi giorni in freezer. “Se persone importanti vengono qui per cacciare, lo togliamo dal freezer il giorno prima per poter dire: Guardate cosa abbiamo preso ieri. Diamo loro ciò che vogliono vedere”.

 

In Spagna, con l’espansione delle aree urbane, la natura è costretta a occupare spazi sempre più ristretti. Le città sono diventate i centri economici che danno lavoro e le loro popolazioni continuano a crescere. Chi resta in campagna non può comprenderne appieno il valore: per conquistare la campagna, bisogna andare in città.

 

La conquista della campagna si trasforma nell’inseguimento di un ideale romantico. La campagna che la città desidera non è un luogo selvaggio e neppure una realtà campestre. È una sorta di parco a tema che rappresenta la campagna, dove potersi recare per consumare un assaggio di “autenticità”. Gli hotel rurali cercano di essere ancora più tipicamente tali, offrendo formaggi fatti in casa, inventando nomi ad hoc per oggetti e luoghi, così che il visitatore cittadino possa avere l’impressione di ricordare le vite o le generazioni del passato.

 

La lotta con la natura è una delle cose che fa diventare uomini. In città, possono trascorrere anni senza che i suoi abitanti incontrino dal vivo gli animali che mangiano, si limitano a vederne le cosce o i filetti. Uccidere un animale per poi mangiarlo è un modo quasi traumatico, eppure eccitante, per entrare in contatto con la realtà. Con la vita. Si vuole poter dire: Io l’ho ucciso.

 

Anche per questo, naturalmente, esistono i parchi a tema. Una riserva di caccia non è l’habitat naturale dei cervi, è una proprietà privata recintata dove i cervi sono allevati e nutriti tutto l’anno. Quando si apre la stagione della caccia, l’uomo di città arriva sulla sua 4×4 con i sedili in pelle alla ricerca di un’esperienza da vivere. Ad attirarlo sono il sangue e l’atmosfera di brutalità che circonda la caccia, solo così può recuperare ciò che ha perso: il suo essere un abitante di città. Con il fucile in mano, lo spagnolo metropolitano che ha conquistato la città si ricorda di essere ancora un uomo, capace di sopravvivere.

 

Posa per una foto con il lupo congelato e sale di nuovo a bordo della sua 4×4 senza sentire di avere pienamente incontrato ciò che si proponeva.

 

Sul suo viso si legge l’invidia per i cani che, assetati di sangue, sanno ancora come divertirsi senza freni.

 

Luis Lopez Navarro, 2007

NO MAN NATURE

Mostra a cura di Elio Grazioli e Walter Guadagnini
Opere di Darren Almond, Enrico Bedolo, Ricardo Cases, Pierluigi Fresia, Stephen Gill, Dominique Gonzalez-Foerster e Ange LecciaMishka Henner, Amedeo Martegani, Richard Mosse, Thomas Ruff, Batia Suter, Carlo Valsecchi, Helmut Völter

 

Il taglio scelto per la mostra No Man Nature solleva i temi della natura senza uomo e dell’uomo senza natura sottoponendo euristicamente la riflessione dai suoi due margini estremi. Questi margini non indicano più soltanto l’inesplorato, l’ignoto, l’invisibile, l’inimmaginabile, ma la possibilità stessa dell’esistenza di un mondo senza più uomo e, d’altra parte, dell’invenzione da parte dell’uomo di un mondo che non rimanda più alla natura. Queste possibilità, a loro volta, possono essere percepite come pericoli, quello ecologico della distruzione della natura e dell’autodistruzione della specie umana o quello dell’euforia della “tecnica” che ha come contraltare la solitudine dell’essere umano di fronte al mondo. E ancora: a volte desideriamo di vivere in una natura incontaminata e deserta, sogno di un ricominciamento impossibile, mentre al tempo stesso stiamo costruendo un mondo completamente modellato sul virtuale e sull’immaginario, con una natura altrettanto virtuale e immaginaria.

 

Infine, d’altro canto, perché le cose siano o vadano così c’è sempre un motivo, quindi la riflessione sui casi limite interroga anche sul punto in cui siamo. La mostra vuole proporre tali questioni per immagini, attraverso esempi che mettano il pubblico nella condizione di interrogarsi sulla sua posizione nei loro confronti.

 

L’idea generale è sempre quella di usare la fotografia non come documento e rappresentazione, bensì di sfruttare le sue possibilità interrogative e suggestive. Le questioni poste sul rapporto uomo/natura diventano allora metafora anche della funzione e del ruolo della fotografia.

BIO

Nasce a Orihuela, Alicante (Spagna) nel 1971 e si laurea in Scienze dell’informazione presso l’Universidad del País Vasco di Bilbao (Spagna). Nel 2006, entra nel collettivo di fotografia Blank Paper. Nel 2008, fonda Fiesta Ediciones in collaborazione con la designer Natalia Troitiño e dal 2013 è membro della piattaforma AMPARO. A partire dal 2007, intraprende la carriera di insegnante presso Blank Paper School, European Institute of Design (Madrid, Spagna) e EFTI (Madrid, Spagna).

 

“Il suo lavoro di fotografo si concentra sulle aspirazioni dell’essere umano: i desideri profondi e universali del cittadino nella società di massa, che lotta contro la banalità, nel tentativo di trascenderla, che mette la propria dignità a confronto con un mezzo costantemente inaffidabile. A tal fine, si interessa alle espressioni del folclore contemporaneo per comprendere la reale condizione dello spagnolo di oggi: un concittadino che è costretto a vivere in città, nella modernità. Dietro un’apparenza pop, distante e cinica, Ricardo Cases indaga ciò che è umano e antropologico. Al di là dell’aspetto sociale e documentario, va alla ricerca del battito autentico e universale della Spagna che si nasconde sotto la superficie banale, spesso kitsch e priva di fascino della realtà contemporanea”. Luis López Navarro

 

Rappresentato da La Fresh Gallery (Madrid, Spagna) e Galería Angeles Baños (Badajoz, Spagna).

EVENTI COLLEGATI

Sabato 16 maggio_ore 11.00_Teatro Cavallerizza

CONFERENZE

No Man Nature:Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini dialogano con gli artisti Enrico Bedolo, Pierluigi Fresia, Mishka Henner, Carlo Valsecchi, Helmut Volter. A seguire booksigning

Sede

Palazzo da Mosto
via Mari, 7
42121 Reggio Emilia

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Orari

• nelle giornate inaugurali
15/05 › 19-24
16/05 › 10-24
17/05 › 10-24
• dal 22 maggio al 26 luglio da venerdì a domenica
venerdì › 16-23
sabato › 10-23
domenica e festivi › 10-20

mappa

Categoria
Palazzo da Mosto